PENA DI MORTE. CONFERENZA STAMPA DI MARCO PANNELLA E DIRIGENTI RADICALI SULLO SCIOPERO DELLA FAME A OLTRANZA
a partire dalla mezzanotte di oggi, l'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella in corso dal 21 marzo si trasforma in sciopero della fame ad oltranza. Gli obiettivi di questa nuova, grave fase di lotta verranno presentati nel corso della Conferenza
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a partire dalla mezzanotte di oggi, l'iniziativa nonviolenta di Marco Pannella in corso dal 21 marzo si trasforma in sciopero della fame ad oltranza.
Gli obiettivi di questa nuova, grave fase di lotta verranno presentati nel corso della Conferenza stampa che si svolgerà domani 17 aprile alle ore 11 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
A questa nuova fase di lotta partecipano - tra gli altri che saranno annunciati domani nel corso della conferenza stampa - Marco Pannella, Sergio D’Elia, Valter Vecellio e Guido Biancardi, perché, si legge nel comunicato dei Radicali, non ci si riduca, come da tredici anni, a rimandare all’“anno successivo” l’obiettivo della moratoria universale sulla pena di morte.
Questa forma di lotta è resa assolutamente necessaria, urgentissima perché questo obiettivo proprio, com’è noto, del mondo radicale ed in particolare di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale transnazionale e che è stato adottato, dapprima dal Parlamento italiano, poi – solennemente, il 2 gennaio 2007 – dal Governo, quindi dal Parlamento europeo con una straordinaria maggioranza, questo obiettivo dunque è sul punto di essere pregiudicato, abbandonato.
Parlamenti, governo, un possente movimento d’opinione si sono mobilitati a partire dallo “scandalo” dell’esecuzione di Saddam con un obiettivo urgente, immediato: la risoluzione di moratoria universale deve essere presentata all’Assemblea generale in corso, mentre nuovi eventi internazionali prevedibili potrebbero invece pregiudicarla.
E’ questo il leit-motiv quotidianamente ribadito. Errori e ritardi molto gravi sono di certo stati commessi ma è ancora concepibile che siano superati, e l’obiettivo realizzato. L’alternativa a questa nostra iniziativa nonviolenta, è quella di subire l’ennesimo altro rinvio ad oltranza o tradimenti tipo quello del 1999 quando - come ci ha ricordato l’autorevole Francesco Paolo Fulci, all’epoca ambasciatore italiano all'Onu – “da Bruxelles” giunse l’ordine al Palazzo di Vetro di ritirare la risoluzione pro moratoria che era già depositata e aveva già la certezza di essere approvata.
Nell’accingerci a questo pesante compito doveroso per i nonviolenti che siamo a causa delle specifiche responsabilità che ci incombono, ribadiamo che in tal modo intendiamo aiutare il nostro Governo a ottemperare agli impegni deliberati dal Parlamento e da lui stesso fatti propri.
Ci muovono la speranza e la certezza della nonviolenza quale migliore e più efficace arma per sostenere il potere nel tentativo di realizzare quanto è intenzione e si è impegnato a compiere.
Gli obiettivi di questa nuova, grave fase di lotta verranno presentati nel corso della Conferenza stampa che si svolgerà domani 17 aprile alle ore 11 presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati.
A questa nuova fase di lotta partecipano - tra gli altri che saranno annunciati domani nel corso della conferenza stampa - Marco Pannella, Sergio D’Elia, Valter Vecellio e Guido Biancardi, perché, si legge nel comunicato dei Radicali, non ci si riduca, come da tredici anni, a rimandare all’“anno successivo” l’obiettivo della moratoria universale sulla pena di morte.
Questa forma di lotta è resa assolutamente necessaria, urgentissima perché questo obiettivo proprio, com’è noto, del mondo radicale ed in particolare di Nessuno Tocchi Caino e del Partito Radicale transnazionale e che è stato adottato, dapprima dal Parlamento italiano, poi – solennemente, il 2 gennaio 2007 – dal Governo, quindi dal Parlamento europeo con una straordinaria maggioranza, questo obiettivo dunque è sul punto di essere pregiudicato, abbandonato.
Parlamenti, governo, un possente movimento d’opinione si sono mobilitati a partire dallo “scandalo” dell’esecuzione di Saddam con un obiettivo urgente, immediato: la risoluzione di moratoria universale deve essere presentata all’Assemblea generale in corso, mentre nuovi eventi internazionali prevedibili potrebbero invece pregiudicarla.
E’ questo il leit-motiv quotidianamente ribadito. Errori e ritardi molto gravi sono di certo stati commessi ma è ancora concepibile che siano superati, e l’obiettivo realizzato. L’alternativa a questa nostra iniziativa nonviolenta, è quella di subire l’ennesimo altro rinvio ad oltranza o tradimenti tipo quello del 1999 quando - come ci ha ricordato l’autorevole Francesco Paolo Fulci, all’epoca ambasciatore italiano all'Onu – “da Bruxelles” giunse l’ordine al Palazzo di Vetro di ritirare la risoluzione pro moratoria che era già depositata e aveva già la certezza di essere approvata.
Nell’accingerci a questo pesante compito doveroso per i nonviolenti che siamo a causa delle specifiche responsabilità che ci incombono, ribadiamo che in tal modo intendiamo aiutare il nostro Governo a ottemperare agli impegni deliberati dal Parlamento e da lui stesso fatti propri.
Ci muovono la speranza e la certezza della nonviolenza quale migliore e più efficace arma per sostenere il potere nel tentativo di realizzare quanto è intenzione e si è impegnato a compiere.
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