Papua Nuova Guinea: i condannati a morte non hanno garanzie
Sospese tutte le esecuzioni

12 ottobre 2017: la Corte Nazionale di Papua Nuova Guinea ha dichiarato che tutte le esecuzioni sono sospese indefinitamente per consentire la creazione di un comitato per la grazia e la revisione delle domande di individuali di clemenza. La conclusione è giunta dopo che la Corte ha riconosciuto che per tutti i detenuti condannati a morte era stata negata la piena protezione della legge, a seguito di una inchiesta giudiziaria sulla protezione dei diritti umani dei prigionieri condannati a morte, condotta dalla Corte assistita dal consigliere giuridico principale, dal Ministro della Giustizia e altre autorità che rappresentano la magistratura, l'accusa e il servizio penitenziario. La Corte ha individuato varie criticità, tra cui: assenza di un meccanismo per i prigionieri a tutela del loro diritto di chiedere perdono, come garantito dalla costituzione e il diritto internazionale; periodi prolungati di tempo spesi nel braccio della morte, che potrebbero tradursi in punizione crudele o inumana. (Fonte: Papua New Guinea Post-Courier, 20 ottobre 2017)
Sullo stesso fronte

USA - Premiati i migliori studi legali che hanno difeso “pro bono”

INDIA: DUE CONDANNE A MORTE COMMUTATE IN 30 ANNI DI CARCERE

USA - Florida. Ex direttore di prigione esorta il personale penitenziario a non partecipare alle esecuzioni

LETTERE DALL’INFERNO A SUOR GERVASIA, LA RINASCITA DI DOMENICO PAPALIA

IRAN - Issa Rahmani impiccato a Zahedan il 21 giugno

