PAPA: RADICALI, TARDIVO L'INTERVENTO DI RATZINGER SULLA PENA DI MORTE ALLA SAPIENZA
per Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Radicali Italiani e di Nessuno tocchi Caino, l'intervento del Papa sulla pena di morte alla Sapienza risulta tardivo
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per Elisabetta Zamparutti, Tesoriera di Radicali Italiani e di Nessuno tocchi Caino, l'intervento del Papa sulla pena di morte alla Sapienza risulta tardivo e a questo proposito ha dichiarato: "Ratzinger, ha avuto molte occasioni ben più importanti ed utili per esprimersi sull'abolizione della pena di morte intanto attraverso la moratoria, e le ha mancate tutte.
Infatti, quando concludemmo a San Pietro la Marcia di Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali, non disse una parola su questo tema a differenza di quanto fece il suo predecessore in occasione delle varie Marce che su questo facemmo.
Così come, durante il dibattito all'ONU, la Santa Sede ha preso la parola per sostenere principalmente emendamenti tesi a riconoscere il diritto alla vita dal concepimento presentati da paesi fondamentalisti ed illiberali (Egitto, Kuwait, Arabia Saudita, Barhain, Iran, Libia e Sudan) quindi schierandosi con chi aveva il chiaro intento di impedire l'approvazione della risoluzione contro la pena di morte attraverso uno stravolgimento del testo.
Il fondamentalismo della difesa del diritto alla vita dal concepimento da parte del Vaticano non ha d'altro canto corrispondenza con il pragmatico approccio che la Santa Sede ha tenuto sul tema della pena di morte, teoricamente ammessa, quando - per usare le parole del Nunzio Apostolico a New York - il "suo uso sia necessario a proteggere la società contro un aggressore", salvo riconoscere che "la società ha attualmente molti altri modi di proteggere i suoi cittadini".
Infatti, quando concludemmo a San Pietro la Marcia di Pasqua per la moratoria ONU delle esecuzioni capitali, non disse una parola su questo tema a differenza di quanto fece il suo predecessore in occasione delle varie Marce che su questo facemmo.
Così come, durante il dibattito all'ONU, la Santa Sede ha preso la parola per sostenere principalmente emendamenti tesi a riconoscere il diritto alla vita dal concepimento presentati da paesi fondamentalisti ed illiberali (Egitto, Kuwait, Arabia Saudita, Barhain, Iran, Libia e Sudan) quindi schierandosi con chi aveva il chiaro intento di impedire l'approvazione della risoluzione contro la pena di morte attraverso uno stravolgimento del testo.
Il fondamentalismo della difesa del diritto alla vita dal concepimento da parte del Vaticano non ha d'altro canto corrispondenza con il pragmatico approccio che la Santa Sede ha tenuto sul tema della pena di morte, teoricamente ammessa, quando - per usare le parole del Nunzio Apostolico a New York - il "suo uso sia necessario a proteggere la società contro un aggressore", salvo riconoscere che "la società ha attualmente molti altri modi di proteggere i suoi cittadini".
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 15/01/2008)
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