ONU. PAESI MANTENITORI AVARI DI INFORMAZIONI SULLE ESECUZIONI
molti Paesi mantenitori non forniscono dati sulle esecuzioni praticate e sulle condanne capitali emesse, nonostante gli inviti alla trasparenza.
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molti Paesi mantenitori non forniscono dati sulle esecuzioni praticate e sulle condanne capitali emesse, nonostante gli inviti alla trasparenza. Lo mette in evidenza l’ultimo rapporto sull’applicazione della pena di morte nel mondo del Segretario Generale dell’Onu, Kofi Annan.
Già lo scorso marzo, un rapporto al Consiglio Economico e Sociale dell’Assemblea Generale (ECOSOC) aveva concluso che “molti paesi retenzionisti non forniscono dettagliate ed esaurienti statistiche sul numero delle condanne a morte emesse e dei ricorsi in appello consentiti, né delle esecuzioni, suddivise in base all’età del giustiziato, al suo genere sessuale e al tipo di reato commesso”.
Lo stesso atteggiamento da parte dei Paesi mantenitori si è riscontrato in occasione della settima e più recente indagine Onu sul tema: sono solo 18 i Paesi membri che hanno risposto, portando a 70 il numero dei paesi che in 35 anni hanno fornito risposte. Le 18 ricevute, sono sette in più rispetto a quelle della sesta indagine.
Considerato il basso numero di risposte ricevute – ha detto il Segretario Generale Onu – il metodo di indagine deve essere rivisto.
Già lo scorso marzo, un rapporto al Consiglio Economico e Sociale dell’Assemblea Generale (ECOSOC) aveva concluso che “molti paesi retenzionisti non forniscono dettagliate ed esaurienti statistiche sul numero delle condanne a morte emesse e dei ricorsi in appello consentiti, né delle esecuzioni, suddivise in base all’età del giustiziato, al suo genere sessuale e al tipo di reato commesso”.
Lo stesso atteggiamento da parte dei Paesi mantenitori si è riscontrato in occasione della settima e più recente indagine Onu sul tema: sono solo 18 i Paesi membri che hanno risposto, portando a 70 il numero dei paesi che in 35 anni hanno fornito risposte. Le 18 ricevute, sono sette in più rispetto a quelle della sesta indagine.
Considerato il basso numero di risposte ricevute – ha detto il Segretario Generale Onu – il metodo di indagine deve essere rivisto.
— FONTI
- (Fonti: UN News Centre, 14/07/2005)
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