ONU. Commissione sui diritti umani chiede di porre fine agli abusi in Nord Corea, promette pressione internazionale
la Commissione ONU per i diritti umani ha adottato a larga maggioranza una risoluzione contenente profonda preoccupazione circa torture, esecuzioni pubbliche, imprigionamento di civili e “uso comune dei lavori forzati” nella Corea del Nord.
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la Commissione ONU per i diritti umani ha adottato a larga maggioranza una risoluzione contenente profonda preoccupazione circa torture, esecuzioni pubbliche, imprigionamento di civili e “uso comune dei lavori forzati” nella Corea del Nord.
Ha anche elencato “tutte le rigide restrizioni alle libertà di pensiero, coscienza, religione, opinione e parola, di assemblea pacifica e di associazione, nonché i limiti alla libera circolazione delle persone. La risoluzione sottoposta da paesi europei e sostenuta da Canada, Giappone e Stati Uniti, è stata approvata da 30 dei 53 paesi membri della Commissione. Nove nazioni, incluse Cina, Cuba, Russia, Indonesia e Malesia, hanno votato contro, mentre 14 si sono astenute. La Corea del Nord è stata esortata ad affrontare i problemi sollevati dalla Commissione “ponendo immediatamente fine alle gravissime, sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani”.
L’Assemblea si è impegnata a garantire che la comunità internazionale continui ad esercitare pressione sull’impenetrabile stato comunista per ottenere un cambiamento.
“Riteniamo che un approccio costruttivo a livello internazionale e l’impegno attivo della Corea del Nord negli sforzi di cooperazione globale siano essenziali per ottenere un qualunque miglioramento concreto dei diritti umani sul terreno,” ha detto Julien Alex, rappresentante dell’Unione Europea.
La Corea del Nord ha respinto categoricamente la presa di posizione della Commissione quale ingerenza nei propri affari interni incoraggiata dagli Stati Uniti, ammonendo contro eventuali pressioni.
"L’obiettivo principale è far crollare il sistema statale della Repubblica Popolare Democratica di Corea,” ha detto il delegato del paese all’assemblea. La Commissione ha ribadito la sua richiesta a Pyongyang di collaborare con lo Special Rapporteur sui diritti umani nella Corea del Nord, Vitit Muntarbhorn, a cui non è stato permesso avvicinarsi al paese.
Ha anche elencato “tutte le rigide restrizioni alle libertà di pensiero, coscienza, religione, opinione e parola, di assemblea pacifica e di associazione, nonché i limiti alla libera circolazione delle persone. La risoluzione sottoposta da paesi europei e sostenuta da Canada, Giappone e Stati Uniti, è stata approvata da 30 dei 53 paesi membri della Commissione. Nove nazioni, incluse Cina, Cuba, Russia, Indonesia e Malesia, hanno votato contro, mentre 14 si sono astenute. La Corea del Nord è stata esortata ad affrontare i problemi sollevati dalla Commissione “ponendo immediatamente fine alle gravissime, sistematiche e diffuse violazioni dei diritti umani”.
L’Assemblea si è impegnata a garantire che la comunità internazionale continui ad esercitare pressione sull’impenetrabile stato comunista per ottenere un cambiamento.
“Riteniamo che un approccio costruttivo a livello internazionale e l’impegno attivo della Corea del Nord negli sforzi di cooperazione globale siano essenziali per ottenere un qualunque miglioramento concreto dei diritti umani sul terreno,” ha detto Julien Alex, rappresentante dell’Unione Europea.
La Corea del Nord ha respinto categoricamente la presa di posizione della Commissione quale ingerenza nei propri affari interni incoraggiata dagli Stati Uniti, ammonendo contro eventuali pressioni.
"L’obiettivo principale è far crollare il sistema statale della Repubblica Popolare Democratica di Corea,” ha detto il delegato del paese all’assemblea. La Commissione ha ribadito la sua richiesta a Pyongyang di collaborare con lo Special Rapporteur sui diritti umani nella Corea del Nord, Vitit Muntarbhorn, a cui non è stato permesso avvicinarsi al paese.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 14/04/2005)
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