NTC. INSODDISFACENTE DICHIARAZIONE UE
sulla presentazione da parte dell'UE della Dichiarazione sulla pena di morte all'Assemblea Generale dell'ONU, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, segretario ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere, hanno dichiarato:
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sulla presentazione da parte dell'UE della Dichiarazione sulla pena di morte all'Assemblea Generale dell'ONU, i dirigenti di Nessuno tocchi Caino, Sergio D'Elia, segretario ed Elisabetta Zamparutti, tesoriere, hanno dichiarato:
"La decisione dell'UE, sostenuta dal Governo italiano, di presentare quest'anno al Palazzo di Vetro una dichiarazione priva di valore formale anziché una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali come chiedeva il Parlamento italiano è stata un segno di debolezza che ha avuto ripercussioni anche sul numero di adesioni raccolte. Tra i sostenitori della dichiarazione mancano infatti numerosi paesi che pure negli anni avevano addirittura co-sponsorizzato la risoluzione contro la pena di morte alla Commissione Diritti Umani dell'ONU (Azerbaijan, Turkmenistan, Samoa, Kiribati, Gibuti, Sud Africa, Namibia) così come paesi, come la Liberia e il Tagikistan, recentemente divenuti abolizionisti in tutte le circostanze.
E' evidente che l'Unione Europea deve fare una riflessione sulla sua adeguatezza a condurre una iniziativa contro la pena di morte in Assemblea Generale non essendo stata in grado di mantenere compatto neppure il gruppo di quei paesi che negli anni l’hanno sempre sostenuta in questa battaglia. L'Italia, se vuole davvero presentare, come ha annunciato il Ministro D'Alema, la risoluzione per la moratoria all'Assemblea Generale dell'Onu del prossimo anno lavori da subito alla creazione di una Colazione mondiale di Governi abolizionisti rappresentativi di tutti i continenti anche in considerazione del fatto che l'abolizione della pena di morte non è più un'esclusiva europea."
"La decisione dell'UE, sostenuta dal Governo italiano, di presentare quest'anno al Palazzo di Vetro una dichiarazione priva di valore formale anziché una risoluzione per la moratoria universale delle esecuzioni capitali come chiedeva il Parlamento italiano è stata un segno di debolezza che ha avuto ripercussioni anche sul numero di adesioni raccolte. Tra i sostenitori della dichiarazione mancano infatti numerosi paesi che pure negli anni avevano addirittura co-sponsorizzato la risoluzione contro la pena di morte alla Commissione Diritti Umani dell'ONU (Azerbaijan, Turkmenistan, Samoa, Kiribati, Gibuti, Sud Africa, Namibia) così come paesi, come la Liberia e il Tagikistan, recentemente divenuti abolizionisti in tutte le circostanze.
E' evidente che l'Unione Europea deve fare una riflessione sulla sua adeguatezza a condurre una iniziativa contro la pena di morte in Assemblea Generale non essendo stata in grado di mantenere compatto neppure il gruppo di quei paesi che negli anni l’hanno sempre sostenuta in questa battaglia. L'Italia, se vuole davvero presentare, come ha annunciato il Ministro D'Alema, la risoluzione per la moratoria all'Assemblea Generale dell'Onu del prossimo anno lavori da subito alla creazione di una Colazione mondiale di Governi abolizionisti rappresentativi di tutti i continenti anche in considerazione del fatto che l'abolizione della pena di morte non è più un'esclusiva europea."
— FONTI
- (Fonti: NtC, 20/12/2006)
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