Non vi sono linee ben definite quando bisogna condannare...
Non vi sono linee ben definite quando bisogna condannare una persona alla pena capitale o all'ergastolo, e la decisione spetta principalmente al giudice, ha detto la Federazione Giapponese di Associazioni Forensi (JFBA), aggiungendo che non si può dire
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Non vi sono linee ben definite quando bisogna condannare una persona alla pena capitale o all'ergastolo, e la decisione spetta principalmente al giudice, ha detto la Federazione Giapponese di Associazioni Forensi (JFBA), aggiungendo che non si pu� dire con certezza se non siano stati commessi errori nell'emettere condanne a morte, dato che le decisioni dei tribunali sono state confuse in passato per quanto riguarda la fase di sentenza.
''In queste circostanze, il governo dovrebbe sospendere le esecuzioni poich� si va contro la giustizia e si prendono decisioni ingiuste nei confronti degli imputati", ha detto il gruppo in un rapporto reso pubblico al meeting annuale sui diritti umani che la federazione ha tenuto a Miyazaki, nel sud-ovest del Giappone.
Il gruppo ha analizzato circa 730 casi penali negli ultimi 20 anni, e ha comparato i casi in cui le condanne a morte sono state confermate dalla Corte Suprema con quelli in cui gli imputati hanno ricevuto l'ergastolo o pene pi� lievi. In alcuni casi, la richiesta dell'accusa della pena capitale � stata rigettata ed � stata emessa una condanna all'ergastolo.
La ricerca mostra che cinque casi nei quali dei rapitori avevano chiesto un riscatto e poi avevano assassinato la persona rapita sono risultati in cinque condanne a morte. Tuttavia, altri otto casi simili sono risultati in condanne all'ergastolo.
Nei casi di omicidio plurimo, i giudici raggiungono verdetti diversi, condannando a morte in alcuni casi gli imputati, sostiene la ricerca.
Le corti rigettano la richiesta di condanna a morte da parte dell'accusa principalmente quando i crimini non sono premeditati o quando la vittima era in qualche modo colpevole, sostiene la ricerca.
Ancora, la corte "si sofferma su aspetti soggettivi, come l'infanzia infelice dell'imputato e i margini per una sua riabilitazione", nota il rapporto, suggerendo che non vi sono standard oggettivi concreti nella valutazione di tali casi.
Il rapporto presenta cinque casi nei quali le condanne a morte inizialmente emesse da tribunali di grado inferiore sono state commutate in ergastolo da tribunali di grado superiore, per ragioni come la possibilit� di riabilitazione dell'imputato, problemi mentali e un passato infelice. D'altro canto, il rapporto cita cinque casi di condanna all'ergastolo tramutata in condanna a morte da tribunali di grado superiore sulla base del fatto che risulta improbabile una riabilitazione dell'imputato o che l'imputato ha svolto un ruolo chiave nel crimine violento.
Vi sono diversi casi in cui gli imputati sono stati condannati a morte anche se meritavano l'ergastolo o pene pi� lievi. Tale decisioni si devono considerare ingiuste e inique, esattamente come le false accuse", fa notare il rapporto.
In base a quanto rilevato, il rapporto conclude: "� praticamente impossibile fissare il confine tra la pena capitale e l'ergastolo: il confine risiede nel senso morale del giudice".
''In queste circostanze, il governo dovrebbe sospendere le esecuzioni poich� si va contro la giustizia e si prendono decisioni ingiuste nei confronti degli imputati", ha detto il gruppo in un rapporto reso pubblico al meeting annuale sui diritti umani che la federazione ha tenuto a Miyazaki, nel sud-ovest del Giappone.
Il gruppo ha analizzato circa 730 casi penali negli ultimi 20 anni, e ha comparato i casi in cui le condanne a morte sono state confermate dalla Corte Suprema con quelli in cui gli imputati hanno ricevuto l'ergastolo o pene pi� lievi. In alcuni casi, la richiesta dell'accusa della pena capitale � stata rigettata ed � stata emessa una condanna all'ergastolo.
La ricerca mostra che cinque casi nei quali dei rapitori avevano chiesto un riscatto e poi avevano assassinato la persona rapita sono risultati in cinque condanne a morte. Tuttavia, altri otto casi simili sono risultati in condanne all'ergastolo.
Nei casi di omicidio plurimo, i giudici raggiungono verdetti diversi, condannando a morte in alcuni casi gli imputati, sostiene la ricerca.
Le corti rigettano la richiesta di condanna a morte da parte dell'accusa principalmente quando i crimini non sono premeditati o quando la vittima era in qualche modo colpevole, sostiene la ricerca.
Ancora, la corte "si sofferma su aspetti soggettivi, come l'infanzia infelice dell'imputato e i margini per una sua riabilitazione", nota il rapporto, suggerendo che non vi sono standard oggettivi concreti nella valutazione di tali casi.
Il rapporto presenta cinque casi nei quali le condanne a morte inizialmente emesse da tribunali di grado inferiore sono state commutate in ergastolo da tribunali di grado superiore, per ragioni come la possibilit� di riabilitazione dell'imputato, problemi mentali e un passato infelice. D'altro canto, il rapporto cita cinque casi di condanna all'ergastolo tramutata in condanna a morte da tribunali di grado superiore sulla base del fatto che risulta improbabile una riabilitazione dell'imputato o che l'imputato ha svolto un ruolo chiave nel crimine violento.
Vi sono diversi casi in cui gli imputati sono stati condannati a morte anche se meritavano l'ergastolo o pene pi� lievi. Tale decisioni si devono considerare ingiuste e inique, esattamente come le false accuse", fa notare il rapporto.
In base a quanto rilevato, il rapporto conclude: "� praticamente impossibile fissare il confine tra la pena capitale e l'ergastolo: il confine risiede nel senso morale del giudice".
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 07/10/2004)
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