NIGERIA: DUECENTO PRIGIONIERI NEL BRACCIO DELLA MORTE
sono circa 200 i prigionieri del braccio della morte in Nigeria, rende noto il ministro
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sono circa 200 i prigionieri del braccio della morte in Nigeria, rende noto il ministro degli Interni Godwin Abbe, intervenendo ad un forum organizzato ad Abuja dalla News Agency of Nigeria.
“Alcuni di loro si trovano nel braccio della morte da 15 o 20 anni, in attesa di essere impiccati, e chiunque può immaginare quale angoscia e quale trauma subiscano”. Il Ministro attribuisce la “lunga attesa per la morte” alla riluttanza dei governatori statali a firmare gli ordini di esecuzione: “I nostri governatori sono persone molto umane che non vogliono che sangue sia versato. Potrebbero invece usare il loro potere di grazia per commutare delle condanne capitali in ergastolo o in pene meno dure”.
“Dopo gli appelli, se anche la Corte Suprema ratifica una condanna a morte, spetta infatti ai governatori confermarla o meno”, ha spiegato il Ministro. “Da parte nostra chiediamo ai governatori di assumere delle decisioni sulle condanne capitali definitive, senza per forza confermarle”, ha aggiunto.
Abbe ha smentito le voci secondo cui nel paese le impiccagioni vengono rinviate perché non ci sono boia a disposizione. “Il servizio carcerario dispone di diversi boia, tuttavia non riveliamo i loro nomi né il loro numero esatto”.
Per quel che riguarda il sovraffollamento delle prigioni, il Ministro ha detto essere già iniziati incontri tra Ministero degli Interni, Magistratura e Polizia per comprendere come velocizzare i processi dei detenuti in attesa di giudizio, aggiungendo che il governo ha avviato programmi di ammodernamento delle strutture carcerarie e di aggiornamento per il personale impiegato nelle prigioni.
“Alcuni di loro si trovano nel braccio della morte da 15 o 20 anni, in attesa di essere impiccati, e chiunque può immaginare quale angoscia e quale trauma subiscano”. Il Ministro attribuisce la “lunga attesa per la morte” alla riluttanza dei governatori statali a firmare gli ordini di esecuzione: “I nostri governatori sono persone molto umane che non vogliono che sangue sia versato. Potrebbero invece usare il loro potere di grazia per commutare delle condanne capitali in ergastolo o in pene meno dure”.
“Dopo gli appelli, se anche la Corte Suprema ratifica una condanna a morte, spetta infatti ai governatori confermarla o meno”, ha spiegato il Ministro. “Da parte nostra chiediamo ai governatori di assumere delle decisioni sulle condanne capitali definitive, senza per forza confermarle”, ha aggiunto.
Abbe ha smentito le voci secondo cui nel paese le impiccagioni vengono rinviate perché non ci sono boia a disposizione. “Il servizio carcerario dispone di diversi boia, tuttavia non riveliamo i loro nomi né il loro numero esatto”.
Per quel che riguarda il sovraffollamento delle prigioni, il Ministro ha detto essere già iniziati incontri tra Ministero degli Interni, Magistratura e Polizia per comprendere come velocizzare i processi dei detenuti in attesa di giudizio, aggiungendo che il governo ha avviato programmi di ammodernamento delle strutture carcerarie e di aggiornamento per il personale impiegato nelle prigioni.
— FONTI
- (Fonti: thisdayonline.com, 23/03/2009)
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