NIGERIA: CONFERMATA CONDANNA ALL’IMPICCAGIONE PER L’OMICIDIO DI UN NEONATO
La Corte d'Appello di Yola, nello stato nigeriano di Adamawa, il 22 luglio 2020 ha confermato la condanna all’impiccagione di un uomo riconosciuto colpevole di aver ucciso il suo bambino appena nato.

La Corte d'Appello di Yola, nello stato nigeriano di Adamawa, il 22 luglio 2020 ha confermato la condanna all’impiccagione di un uomo riconosciuto colpevole di aver ucciso il suo bambino appena nato.
Si tratta del cinquantenne Saidu Abdullahi di Tarawo, della zona del governo locale di Song, che avrebbe strangolato la vittima il 9 marzo 2013.
Saidu fu arrestato e accusato presso l'Alta Corte di Stato per il reato di omicidio volontario ai sensi della sezione 221 del codice penale statale.
Il 20 maggio 2019 l’imputato è stato condannato a morte dall’Alta Corte presieduta dal giudice Nathan Musa.
Il giudice Musa disse al condannato che le sue mani erano legate e che non aveva altra scelta rispetto all’applicazione della sezione 221 del codice penale, che prevede la condanna a morte. Aggiunse di voler pregare Dio affinché avesse pietà di lui.
Il condannato in seguito si è rivolto alla Corte d'Appello di Yola.
La Corte d'Appello, nella sua seduta del 22 luglio, presieduta dal giudice Abdullahi M. Bayero, ha tuttavia confermato il verdetto della corte di grado inferiore.
Per il giudice Bayero è chiaro che l’imputato abbia commesso il crimine, sulla base della confessione resa volontariamente, il che è sufficiente per una condanna.
Tutto ciò che è richiesto, secondo il giudice, è che l'accusa provi la sua tesi oltre ogni ragionevole dubbio, e ci sono prove sufficienti che collegano il condannato al crimine.
Ha aggiunto che le conferme della colpevolezza e della condanna capitale sono state una decisione unanime della giuria.
- (Fonti: Nigerian Tribune, 23/07/2020)
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