NEVADA, USA. GIUSTIZIATO DOPO RINUNCIA AD APPELLI
Daryl Linnie Mack, 47 anni, è stato giustiziato mediante iniezione letale nella Prigione di Stato del Nevada.
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Daryl Linnie Mack, 47 anni, è stato giustiziato mediante iniezione letale nella Prigione di Stato del Nevada.
Si tratta della 12° persona e della prima di colore messa a morte nello Stato da quando nel 1976 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riammesso la pena di morte.
Dei 12 giustiziati, Mack è l’11° ad aver volontariamente rinunciato ad appelli a sua disposizione. Il Nevada guida la classifica Usa delle “esecuzioni volontarie”.
E’ la prima persona che nello Stato è stato giustiziato esclusivamente sulla base di esami del Dna.
Stava scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Kim Parks, commesso nel 1994, quando un test Dna lo ha legato allo stupro ed uccisione di una donna di Reno, Betty Jane May, 55 anni, avvenuti nel 1988. Mack è stato condannato a morte per l’omicidio della May nel 2002.
Nonostante si sia sempre professato innocente, ha rinunciato a presentare appelli, dicendo di non voler più restare nel braccio della morte.
Immediatamente prima di essere sottoposto all’iniezione letale – cui hanno assistito i tre figli della vittima – Mack ha accennato ad un sorriso e pronunciato le parole: “Allah è grande”.
Si tratta della 12° persona e della prima di colore messa a morte nello Stato da quando nel 1976 la Corte Suprema degli Stati Uniti ha riammesso la pena di morte.
Dei 12 giustiziati, Mack è l’11° ad aver volontariamente rinunciato ad appelli a sua disposizione. Il Nevada guida la classifica Usa delle “esecuzioni volontarie”.
E’ la prima persona che nello Stato è stato giustiziato esclusivamente sulla base di esami del Dna.
Stava scontando una condanna all’ergastolo per l’omicidio di Kim Parks, commesso nel 1994, quando un test Dna lo ha legato allo stupro ed uccisione di una donna di Reno, Betty Jane May, 55 anni, avvenuti nel 1988. Mack è stato condannato a morte per l’omicidio della May nel 2002.
Nonostante si sia sempre professato innocente, ha rinunciato a presentare appelli, dicendo di non voler più restare nel braccio della morte.
Immediatamente prima di essere sottoposto all’iniezione letale – cui hanno assistito i tre figli della vittima – Mack ha accennato ad un sorriso e pronunciato le parole: “Allah è grande”.
— FONTI
- (Fonti: AP, 27/04/2006)
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