Nessuno tocchi Caino ha presentato il Rapporto 2001...
Nessuno tocchi Caino ha presentato il Rapporto 2001 sulla pena di morte nel mondo
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Nessuno tocchi Caino ha presentato il Rapporto 2001 sulla pena di morte nel mondo. La curatrice, Elisabetta Zamparutti, ha elencato le statistiche pi� significative relative alla pena di morte. "Ad oggi ci sono 124 paesi abolizionisti di varia natura: 77 sono totalmente abolizionisti, 13 sono abolizionisti per crimini ordinari, 29 sono abolizionisti di fatto (questo significa che non hanno dato luogo ad alcuna esecuzione nel corso degli ultimi dieci anni), 2 sono impegnati nell'abolizione della pena di morte in quanto membri del Consiglio d'Europa, 3 stanno attuando una moratoria legale delle esecuzioni capitali. 72 paesi ancora mantengono la pena di morte. "L'incremento del numero dei paesi abolizionisti nell'ultimo anno � dovuto ad un referendum che si � svolto in Costa d'Avorio, nel luglio dello scorso anno, che ha determinato l'approvazione di una nuova Costituzione nella quale la pena di morte � abolita. Inoltre, Antigua e Barbuda che � entrato a far parte del gruppo degli abolizionisti di fatto, dal momento che non ha eseguito condanne a morte negli ultimi dieci anni e Malta che ha totalmente abolito la pena di morte anche per i crimini militari. Infine, il 10 aprile 2001, il Parlamento cileno ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari.""Molto � stato detto e scritto sulla pena di morte negli Stati Uniti, ma il rapporto di Nessuno tocchi Caino mira proprio a gettare una luce sulla faccia oscura e meno nota della pena di morte," ha detto Sergio D'Elia, Segretario di Nessuno tocchi Caino. "In Cina pi� di mille esecuzioni sono state effettuate nel 2000. Solo nei primi cinque mesi e mezzo di quest'anno il numero delle esecuzioni ha gi� superato le 1.100.". Il Sottosegretario agli Affari Esteri Margherita Boniver ha detto che il neoeletto Governo italiano si impegna a proseguire sulla linea della precedente amministrazione nel campo dei diritti umani e, in particolare, sulla pena di morte.
Ha sottolineato che non sono state ancora attribuite deleghe, ma si augura di ottenere quella relativa ai diritti umani. Ha, inoltre, espresso la sua personale intenzione di impegnarsi nella lotta contro la pena di morte che ha definito "un male che deve essere combattuto". Oliviero Toscani, che si era trovato al centro di numerose polemiche, si � pubblicamente dissociato dalle scuse formali di Benetton nei confronti delle famiglie delle vittime di quei condannati che apparivano nel catalogo relativo alla campagna pubblicitaria dell'azienda realizzato lo scorso anno.
"Non sento di dovermi scusare perch� lo scopo di quella campagna non era quello di ferire le famiglie delle vittime bens� di combattere la pena di morte.", ha detto Toscani nel corso della conferenza stampa di Nessuno tocchi Caino.
Benetton ha pagato 50.000 dollari al Missouri Crime Victims Compensation Fund come risarcimento per la campagna "We, on death row" realizzata da Toscani. Le vicende relative alla campagna hanno determinato la rottura fra il fotografo e Benetton"Credevo che il coinvolgimento di alcune forze economiche potesse rendere pi� sensibili a questa battaglia certi paesi, ma evidentemente mi sbagliavo: di fronte al profitto non esiste rispetto per i diritti umani," ha detto Toscani.
Rocco Toscani ha presentato il suo video realizzato all'interno di alcuni bracci della morte negli Stati Uniti mentre suo padre realizzava il servizio fotografico sui detenuti. Tra i 26 protagonisti vi erano Harvey Lee Green, che � stato giustiziato nel 1999, Jeremy Sheets che � stato liberato il 12 giugno per insufficienza di prove e Jerome Mallet, la cui esecuzione � prevista per l'11 luglio di quest'anno in Missouri.
Ha sottolineato che non sono state ancora attribuite deleghe, ma si augura di ottenere quella relativa ai diritti umani. Ha, inoltre, espresso la sua personale intenzione di impegnarsi nella lotta contro la pena di morte che ha definito "un male che deve essere combattuto". Oliviero Toscani, che si era trovato al centro di numerose polemiche, si � pubblicamente dissociato dalle scuse formali di Benetton nei confronti delle famiglie delle vittime di quei condannati che apparivano nel catalogo relativo alla campagna pubblicitaria dell'azienda realizzato lo scorso anno.
"Non sento di dovermi scusare perch� lo scopo di quella campagna non era quello di ferire le famiglie delle vittime bens� di combattere la pena di morte.", ha detto Toscani nel corso della conferenza stampa di Nessuno tocchi Caino.
Benetton ha pagato 50.000 dollari al Missouri Crime Victims Compensation Fund come risarcimento per la campagna "We, on death row" realizzata da Toscani. Le vicende relative alla campagna hanno determinato la rottura fra il fotografo e Benetton"Credevo che il coinvolgimento di alcune forze economiche potesse rendere pi� sensibili a questa battaglia certi paesi, ma evidentemente mi sbagliavo: di fronte al profitto non esiste rispetto per i diritti umani," ha detto Toscani.
Rocco Toscani ha presentato il suo video realizzato all'interno di alcuni bracci della morte negli Stati Uniti mentre suo padre realizzava il servizio fotografico sui detenuti. Tra i 26 protagonisti vi erano Harvey Lee Green, che � stato giustiziato nel 1999, Jeremy Sheets che � stato liberato il 12 giugno per insufficienza di prove e Jerome Mallet, la cui esecuzione � prevista per l'11 luglio di quest'anno in Missouri.
— FONTI
- (Fonti: Nessuno tocchi Caino, 19/06/2001)
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