MORATORIA. ZEBARI, INOPPORTUNO AVVIO CAMPAGNA ITALIA CON CASO SADDAM
il ministro degli Esteri iracheno Hoshyar Zebari ha criticato i tempi con cui il presidente del Consiglio Romano Prodi ha lanciato l'iniziativa italiana per una moratoria universale delle esecuzioni in sede Onu.
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il ministro degli Esteri iracheno Hoshyar Zebari ha criticato i tempi con cui il presidente del Consiglio Romano Prodi ha lanciato l'iniziativa italiana per una moratoria universale delle esecuzioni in sede Onu.
Nel corso di un'audizione alla Commissione Esteri della Camera, Zebari ha detto che “avviare la campagna di una moratoria internazionale sulla pena capitale a partire dal caso di Saddam Hussein sia stato inopportuno, almeno per il popolo iracheno".
A quanto si apprende, Zebari ha spiegato ai politici italiani presenti che avrebbe preferito che la campagna italiana per la moratoria fosse cominciata "all'epoca di Saddam, per difendere le vittime delle sue stragi" e non, come e' avvenuto, dopo la condanna a morte dell'ex rais, i primi giorni di gennaio, quando l'Italia ha avviato il suo mandato come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
In una conferenza stampa alla Farnesina con Massimo D'Alema, Zabari ha detto di “comprendere pienamente la posizione del governo italiano, che e' la posizione dell'Ue, tuttavia l'Iraq sta attraversando circostanze eccezionali. Come noi rispettiamo la legislazione degli altri, voi rispettate la nostra. Saddam Hussein - ha continuato - ha avuto un processo giusto ed e' stato condannato a morte per i crimini che ha commesso'.
'Verra' il giorno in cui anche noi in Iraq aboliremo la pena di morte, ma fino a quando fronteggeremo un terrorismo che uccide indiscriminatamente gli iracheni abbiamo bisogno di un deterrente forte. Questa e' la posizione del nostro governo'.
Nel corso di un'audizione alla Commissione Esteri della Camera, Zebari ha detto che “avviare la campagna di una moratoria internazionale sulla pena capitale a partire dal caso di Saddam Hussein sia stato inopportuno, almeno per il popolo iracheno".
A quanto si apprende, Zebari ha spiegato ai politici italiani presenti che avrebbe preferito che la campagna italiana per la moratoria fosse cominciata "all'epoca di Saddam, per difendere le vittime delle sue stragi" e non, come e' avvenuto, dopo la condanna a morte dell'ex rais, i primi giorni di gennaio, quando l'Italia ha avviato il suo mandato come membro non permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
In una conferenza stampa alla Farnesina con Massimo D'Alema, Zabari ha detto di “comprendere pienamente la posizione del governo italiano, che e' la posizione dell'Ue, tuttavia l'Iraq sta attraversando circostanze eccezionali. Come noi rispettiamo la legislazione degli altri, voi rispettate la nostra. Saddam Hussein - ha continuato - ha avuto un processo giusto ed e' stato condannato a morte per i crimini che ha commesso'.
'Verra' il giorno in cui anche noi in Iraq aboliremo la pena di morte, ma fino a quando fronteggeremo un terrorismo che uccide indiscriminatamente gli iracheni abbiamo bisogno di un deterrente forte. Questa e' la posizione del nostro governo'.
— FONTI
- (Fonti: APCom, Ansa, 23/01/2007)
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