MORATORIA. PER FARNESINA VOTO ALL’ONU A DICEMBRE
l'Italia prevede che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite iniziera' a
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l'Italia prevede che l'Assemblea generale delle Nazioni Unite iniziera' a discutere il testo della risoluzione per la moratoria della pena di morte il prossimo dicembre, per arrivare a un voto sempre lo stesso mese. Lo ha spiegato il portavoce della Farnesina, Pasquale Ferrara, in un briefing alla stampa estera di Roma a pochi giorni dalla partenza del ministro degli
Esteri Massimo D'Alema per New York, dove prendera' parte a numerosi incontri ed eventi organizzati a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ognuno dei quali sara' occasione per tornare a parlare dei contenuti della risoluzione.
Il testo della risoluzione sulla moratoria della pena di morte verra' esaminato nel quadro dei lavori della Terza commissione (per le questioni sociali, umanitarie e culturali) che si riunira' a partire dal prossimo otto ottobre.
La data esatta in cui iniziera' l'esame del testo ''dipende da come sara' gesto l'ordine del giorno da parte della terza commissione'', ma comunque dall'otto ottobre in poi.''Quanto al tema piu' importante, quando cioe' la bozza di risoluzione approdera' in Assemblea generale, si prevede che questo dovrebbe avvenire a dicembre'', ha dichiarato Ferrara, aggiungendo che si prevede il voto nello stesso mese.
Sono attualmente 95 i Paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione di associazione alla bozza di risoluzione. L'Italia, ''in prima linea'' nel sostenere in modo attivo la presidenza portoghese dell'Unione europea, promotrice formale dell'iniziativa, sottolinea come sia necessario ''fare si' che i 95 Paesi votino la risoluzione, e poi allargare l'area del consenso''. In particolare, l'Italia fa parte della ''task force'' che affianca la presidenza composta da Paesi che ''volevano impegnarsi in modo piu' diretto''.
A tal fine, aggiunge Ferrara, ''la nostra strategia e' stata essenzialmente quella di promuovere una alleanza transregionale'', perche', ''non e' solo una iniziativa solo europea, ma che ha dei referenti, dei Paesi guida nei vari continenti''. La strategia e' consistita nell'individuare i Paesi che potessero ''in qualche modo fungere da volano, anche per il consenso di Paesi in altri continenti''. Sono gia' molto attivi in questo senso, Messico, Brasile, Angola, Filippine, Croazia, Nuova Zelanda.
Esteri Massimo D'Alema per New York, dove prendera' parte a numerosi incontri ed eventi organizzati a margine dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite, ognuno dei quali sara' occasione per tornare a parlare dei contenuti della risoluzione.
Il testo della risoluzione sulla moratoria della pena di morte verra' esaminato nel quadro dei lavori della Terza commissione (per le questioni sociali, umanitarie e culturali) che si riunira' a partire dal prossimo otto ottobre.
La data esatta in cui iniziera' l'esame del testo ''dipende da come sara' gesto l'ordine del giorno da parte della terza commissione'', ma comunque dall'otto ottobre in poi.''Quanto al tema piu' importante, quando cioe' la bozza di risoluzione approdera' in Assemblea generale, si prevede che questo dovrebbe avvenire a dicembre'', ha dichiarato Ferrara, aggiungendo che si prevede il voto nello stesso mese.
Sono attualmente 95 i Paesi che hanno sottoscritto la dichiarazione di associazione alla bozza di risoluzione. L'Italia, ''in prima linea'' nel sostenere in modo attivo la presidenza portoghese dell'Unione europea, promotrice formale dell'iniziativa, sottolinea come sia necessario ''fare si' che i 95 Paesi votino la risoluzione, e poi allargare l'area del consenso''. In particolare, l'Italia fa parte della ''task force'' che affianca la presidenza composta da Paesi che ''volevano impegnarsi in modo piu' diretto''.
A tal fine, aggiunge Ferrara, ''la nostra strategia e' stata essenzialmente quella di promuovere una alleanza transregionale'', perche', ''non e' solo una iniziativa solo europea, ma che ha dei referenti, dei Paesi guida nei vari continenti''. La strategia e' consistita nell'individuare i Paesi che potessero ''in qualche modo fungere da volano, anche per il consenso di Paesi in altri continenti''. Sono gia' molto attivi in questo senso, Messico, Brasile, Angola, Filippine, Croazia, Nuova Zelanda.
— FONTI
- (Fonti: Adn, 20/09/2007)
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