MORATORIA. FULCI, BENE SUDAFRICA MA CONTINUARE A LAVORARE
Nella battaglia per ottenere una risoluzione Onu sulla moratoria della pena di morte,
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Nella battaglia per ottenere una risoluzione Onu sulla moratoria della pena di morte, l'Italia 'non deve cullarsi, deve continuare a creare le premesse (per l'approvazione) e lavorare sodo'. Lo ha detto l'ex ambasciatore italiano alle Nazioni Unite, Francesco Paolo Fulci, nel corso di un'intervista a Radio radicale.
'Penso che sia un'ottima cosa', ha detto Fulci commentando la disponibilita' del Sudafrica a diventare co-sponsor dell'iniziativa italiana per la moratoria.
Ma occorre cautela, ha ammonito l'ambasciatore, ricordando che 'in precedenza quando facemmo la battaglia nel '94 un Paese molto vicino al Sudafrica, la Namibia, aveva anch'essa sponsorizzato la nostra risoluzione, ma fu uno dei cinque Paesi che in seguito fece marcia indietro'. 'Quel che e' importante e' cambiare strategia, farsi promotori di una coalizione dei Paesi volenterosi, aggregare quante piu' firme possibili, andare a discutere per ottenere il benestare dell'Assemblea generale', ha aggiunto Fulci.
'A me era sembrato di capire che all'inizio fosse stato proprio il presidente D'Alema a dire che anche se non tutti gli europei ci stanno, si procede, si fa comunque la battaglia. La mia esperienza e' che i Paesi europei, anche se alcuni possono essere riluttanti, al momento del voto non possono votare contro una proposta di risoluzione per la moratoria. Al massimo si astengono. E penso che le astensioni giochino tutte a nostro favore'.
'Ci vuole piu' coraggio', ha concluso l'ambasciatore.
'Penso che sia un'ottima cosa', ha detto Fulci commentando la disponibilita' del Sudafrica a diventare co-sponsor dell'iniziativa italiana per la moratoria.
Ma occorre cautela, ha ammonito l'ambasciatore, ricordando che 'in precedenza quando facemmo la battaglia nel '94 un Paese molto vicino al Sudafrica, la Namibia, aveva anch'essa sponsorizzato la nostra risoluzione, ma fu uno dei cinque Paesi che in seguito fece marcia indietro'. 'Quel che e' importante e' cambiare strategia, farsi promotori di una coalizione dei Paesi volenterosi, aggregare quante piu' firme possibili, andare a discutere per ottenere il benestare dell'Assemblea generale', ha aggiunto Fulci.
'A me era sembrato di capire che all'inizio fosse stato proprio il presidente D'Alema a dire che anche se non tutti gli europei ci stanno, si procede, si fa comunque la battaglia. La mia esperienza e' che i Paesi europei, anche se alcuni possono essere riluttanti, al momento del voto non possono votare contro una proposta di risoluzione per la moratoria. Al massimo si astengono. E penso che le astensioni giochino tutte a nostro favore'.
'Ci vuole piu' coraggio', ha concluso l'ambasciatore.
— FONTI
- (Fonti: ANSA, 10/04/2007)
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