MORATORIA. D'ALEMA, MANTENERE UNITA' EUROPEA SU RISOLUZIONE
Mantenere l'unita' europea e' una condizione importante perche' abbia successo
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Mantenere l'unita' europea e' una condizione importante perche' abbia successo la battaglia alle Nazioni unite per la moratoria sulla pena di morte. Ad affermarlo e' stato il ministro degli Esteri Massimo D'Alema parlando a margine della presentazione del libro 'L'Italia all'Onu 1993-1999: gli anni con Paolo Fulci'. "Stiamo lavorando perche' sia la volta buona - dice il titolare della Farnesina - la condizione perche' la risoluzione sia approvata e' che si mantenga l'unita' europea, che ha dato a questa iniziativa un enorme peso".
Allo stesso tempo, D'Alema insiste perche' "si consolidi la partecipazione di altri Paesi, che vogliamo insieme con noi con pari dignita' come promotori della risoluzione". Nel sottolineare come "siamo in dirittura d'arrivo nella definizione dell'assetto con cui affrontare questo confronto". Il titolare della Farnesina sottolinea come quella sulla pena di morte "non sia una battaglia scontata: si e' provato altre due volte e non si e' riusciti: questa volta vogliamo farcela nel nome di quei principi e valori a cui ci ispiriamo nella comunita' internazionale". Quanto al ruolo della presidenza portoghese dell'Unione europea nella presentazione del testo della risoluzione, D'Alema chiarisce: "noi collaboriamo con la presidenza portoghese, d'altro canto ci siamo battuti perche' questa iniziativa diventasse della Ue e abbiamo ottenuto un grande successo, perche' l'Unione europea ha deciso di fare propria questa iniziativa".
La Ue, spiega ancora il ministro, "ha meccanismi che sono propri: se noi dopo esserci battuti perche' l'iniziativa sia della Ue per primi ci sottraiamo all'iniziativa, e' chiaro che cadremmo in contraddizione con noi stessi. L'Italia e' presente, stimola ed incoraggia la presidenza portoghese, non e' vero che siamo esclusi da questa iniziativa, che ci ha visto protagonisti sin dall'inizio".
Allo stesso tempo, D'Alema insiste perche' "si consolidi la partecipazione di altri Paesi, che vogliamo insieme con noi con pari dignita' come promotori della risoluzione". Nel sottolineare come "siamo in dirittura d'arrivo nella definizione dell'assetto con cui affrontare questo confronto". Il titolare della Farnesina sottolinea come quella sulla pena di morte "non sia una battaglia scontata: si e' provato altre due volte e non si e' riusciti: questa volta vogliamo farcela nel nome di quei principi e valori a cui ci ispiriamo nella comunita' internazionale". Quanto al ruolo della presidenza portoghese dell'Unione europea nella presentazione del testo della risoluzione, D'Alema chiarisce: "noi collaboriamo con la presidenza portoghese, d'altro canto ci siamo battuti perche' questa iniziativa diventasse della Ue e abbiamo ottenuto un grande successo, perche' l'Unione europea ha deciso di fare propria questa iniziativa".
La Ue, spiega ancora il ministro, "ha meccanismi che sono propri: se noi dopo esserci battuti perche' l'iniziativa sia della Ue per primi ci sottraiamo all'iniziativa, e' chiaro che cadremmo in contraddizione con noi stessi. L'Italia e' presente, stimola ed incoraggia la presidenza portoghese, non e' vero che siamo esclusi da questa iniziativa, che ci ha visto protagonisti sin dall'inizio".
— FONTI
- (Fonti: Adn, 18/09/2007)
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