MORATORIA. CAPPATO, URGENTE PRESENTARE RISOLUZIONE
Il veto della Polonia contro l'istituzione della 'Giornata europea contro la pena di morte'
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Il veto della Polonia contro l'istituzione della 'Giornata europea contro la pena di morte' è un "segnale molto negativo" per la battaglia all'Assemblea generale delle Nazioni Unite, dove l'Unione europea si è impegnata a presentare una risoluzione per la moratoria mondiale della pena capitale, afferma l'eurodeputato Radicale Marco Cappato.
"Questa posizione della Polonia rende ancora più evidente quanto sia urgentissimo rispettare la richiesta reiterata più volte dal Parlamento europeo di presentare subito questa risoluzione", insiste Cappato, sottolineando che la battaglia all'Onu è "'non ideologica', perchè riguarda la sospensione delle esecuzioni capitali", mentre "la Polonia pone un problema completamente ideologico e pretestuoso tirando in mezzo l'aborto e l'eutanasia".
L'eurodeputato lamenta che "i Paesi europei stanno ancora tergiversando" sulla presentazione della risoluzione all'Onu, che dovrebbe avvenire nel corso della 62esima Assemblea generale, al via dal 18 settembre.
Cappato riferisce di temere "il combinato disposto" tra l'oltranzismo di Varsavia e "il massimalismo" di quei Paesi, "soprattutto del Nord Europa", per cui la moratoria non basta e la battaglia deve essere sull'abolizione della pena capitale. "Se si va per la moratoria si può vincere, ci sono i numeri. Se invece si tiene posizione da massimalisti sull'abolizione, i numeri all'Onu rischiano di assottigliarsi e si rischia di fare il gioco dei Paesi che, come la Polonia, per i motivi più pretestuosi vogliono bloccare questa iniziativa", ammonisce l'esponente Radicale.
"Spero che questo fatto serva come campanello d'allarme per prendere subito la decisione politica di depositare la risoluzione", ribadisce, invitando a farlo "con i Paesi che sono d'accordo" e senza inseguire "l'unanimità dell'Unione europea, che non è un vincolo". L'iniziativa all'Onu - conclude Cappato - "è la vera priorità politica", senza la quale "la 'Giornata europea' non avrebbe molto senso".
"Questa posizione della Polonia rende ancora più evidente quanto sia urgentissimo rispettare la richiesta reiterata più volte dal Parlamento europeo di presentare subito questa risoluzione", insiste Cappato, sottolineando che la battaglia all'Onu è "'non ideologica', perchè riguarda la sospensione delle esecuzioni capitali", mentre "la Polonia pone un problema completamente ideologico e pretestuoso tirando in mezzo l'aborto e l'eutanasia".
L'eurodeputato lamenta che "i Paesi europei stanno ancora tergiversando" sulla presentazione della risoluzione all'Onu, che dovrebbe avvenire nel corso della 62esima Assemblea generale, al via dal 18 settembre.
Cappato riferisce di temere "il combinato disposto" tra l'oltranzismo di Varsavia e "il massimalismo" di quei Paesi, "soprattutto del Nord Europa", per cui la moratoria non basta e la battaglia deve essere sull'abolizione della pena capitale. "Se si va per la moratoria si può vincere, ci sono i numeri. Se invece si tiene posizione da massimalisti sull'abolizione, i numeri all'Onu rischiano di assottigliarsi e si rischia di fare il gioco dei Paesi che, come la Polonia, per i motivi più pretestuosi vogliono bloccare questa iniziativa", ammonisce l'esponente Radicale.
"Spero che questo fatto serva come campanello d'allarme per prendere subito la decisione politica di depositare la risoluzione", ribadisce, invitando a farlo "con i Paesi che sono d'accordo" e senza inseguire "l'unanimità dell'Unione europea, che non è un vincolo". L'iniziativa all'Onu - conclude Cappato - "è la vera priorità politica", senza la quale "la 'Giornata europea' non avrebbe molto senso".
— FONTI
- (Fonti: Apcom, 06/09/2007)
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