Ma Weihua, 29 anni, è stata costretta dalla polizia...
Ma Weihua, 29 anni, è stata costretta dalla polizia di Lanzhou, nella provincia del Gansu, Cina, a subire un aborto forzato, ha riportato l'Afp
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Ma Weihua, 29 anni, è stata costretta dalla polizia di Lanzhou, nella provincia del Gansu, Cina, a subire un aborto forzato, ha riportato l'Afp.
Essendo stata processata per il traffico di 1.606 grammi di eroina, la donna è attualmente in attesa della sentenza, che sarà emessa nei prossimi giorni dal Tribunale Intermedio del Popolo di Lanzhou.
La polizia anti-droga potrebbe aver ordinato l'aborto per rendere possibile la condanna a morte della donna, dal momento che la legge cinese vieta la pena capitale per i minori di 18 anni e per le donne incinte.
Nel sostenere che si tratti di un aborto forzato, l'avvocato difensore Weng Weihua ha presentato un documento dell'ospedale in cui risulta che "poiché la paziente non collabora, il dirigente della polizia ha richiesto l'intervento forzato".
Ma era stata informata della sua gravidanza, giunta circa al 50esimo giorno, dai medici del carcere, in occasione di una visita di routine.
Interrogato sulla vicenda, l'ufficio anti-droga si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni.
Sull'onda di alcuni clamorosi casi di abusi da parte della polizia, la Cina ha annunciato che a partire dal 1° ottobre entreranno in vigore nuove regole relative agli interrogatori. Le nuove linee guida prevedono, tra l'altro, che una donna incinta non possa essere interrogata per più di quattro ore e che non possa essere rinchiusa in cella.
Essendo stata processata per il traffico di 1.606 grammi di eroina, la donna è attualmente in attesa della sentenza, che sarà emessa nei prossimi giorni dal Tribunale Intermedio del Popolo di Lanzhou.
La polizia anti-droga potrebbe aver ordinato l'aborto per rendere possibile la condanna a morte della donna, dal momento che la legge cinese vieta la pena capitale per i minori di 18 anni e per le donne incinte.
Nel sostenere che si tratti di un aborto forzato, l'avvocato difensore Weng Weihua ha presentato un documento dell'ospedale in cui risulta che "poiché la paziente non collabora, il dirigente della polizia ha richiesto l'intervento forzato".
Ma era stata informata della sua gravidanza, giunta circa al 50esimo giorno, dai medici del carcere, in occasione di una visita di routine.
Interrogato sulla vicenda, l'ufficio anti-droga si è rifiutato di rilasciare dichiarazioni.
Sull'onda di alcuni clamorosi casi di abusi da parte della polizia, la Cina ha annunciato che a partire dal 1° ottobre entreranno in vigore nuove regole relative agli interrogatori. Le nuove linee guida prevedono, tra l'altro, che una donna incinta non possa essere interrogata per più di quattro ore e che non possa essere rinchiusa in cella.
— FONTI
- (Fonti: Afp, 25/08/2004;)
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