L'Organizzazione per le Libertà Civili (CLO) ha invitato...
L'Organizzazione per le Libertà Civili (CLO) ha invitato il governo federale della Nigeria ad abolire la pena di morte e a delineare una legislazione per proteggere e salvaguardare le vite in conformità con le norme internazionalmente accettate
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L'Organizzazione per le Libertà Civili (CLO) ha invitato il governo federale della Nigeria ad abolire la pena di morte e a delineare una legislazione per proteggere e salvaguardare le vite in conformità con le norme internazionalmente accettate.In una dichiarazione sottoscritta dal leader del gruppo, Ugochukwu Okezie, si afferma che con l'applicazione della pena di morte come fattore dissuasivo nel corso degli anni si è ottenuto ben poco.
"Quindi chiediamo che il governo federale assuma provvedimenti concreti per abolire la pena di morte in Nigeria e per espungerla dai nostri codici. L'Assemblea nazionale dovrebbe urgentemente legiferare contro la pena di morte come forma della punizione e delineare una legislazione che proteggerà e salvaguarderà le vite in conformità con le norme internazionali accettate. "Infine, si dovrebbe porre mano a una revisione totale del sistema criminale e giudiziario della Nigeria, con l'obiettivo di dar vita a un sistema giudiziario coerente e umanitario."
Citando la recente conferma da parte della Corte suprema della sentenza di condanna a morte per Godwin Anyanwu per l'omicidio del fratello, Thomas Aliri, il 17 ottobre 1982, la CLO afferma: "Come ampiamente segnalato dai quotidiani nazionali, l'imputato era in disputa con il fratello per la proprietà di un carro da bicicletta del valore di N3,00, 20 anni fa, una disputa che si è conclusa con la morte del fratello. Secondo l'imputato, l'omicidio non fu premeditato ma si trattò puramente di un incidente.
"In ogni caso, la CLO insiste sul fatto che la pena di morte è punizione inumana ed antitetica rispetto all'obiettivo di proteggere e conservare la vita degli esseri umani, come affermato dall'articolo 3 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dall'articolo 4 della Carta africana sui diritti dell'uomo e dei popoli, e dalle altre convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo, di cui la Nigeria è firmataria, specialmente in un caso che potrebbe altrimenti essere considerato come omicidio preterintenzionale o di secondo grado".
La CLO, che aveva previsto che la Corte suprema prendesse misure pro-attive nella campagna contro la pena di morte e la sua futura abolizione in Nigeria, in conformità con quanto deciso da altre nazioni del mondo, che hanno abolito la pena di morte, vuole in questo modo garantire il diritto alla vita e alla dignità della persona umana.
"Quindi chiediamo che il governo federale assuma provvedimenti concreti per abolire la pena di morte in Nigeria e per espungerla dai nostri codici. L'Assemblea nazionale dovrebbe urgentemente legiferare contro la pena di morte come forma della punizione e delineare una legislazione che proteggerà e salvaguarderà le vite in conformità con le norme internazionali accettate. "Infine, si dovrebbe porre mano a una revisione totale del sistema criminale e giudiziario della Nigeria, con l'obiettivo di dar vita a un sistema giudiziario coerente e umanitario."
Citando la recente conferma da parte della Corte suprema della sentenza di condanna a morte per Godwin Anyanwu per l'omicidio del fratello, Thomas Aliri, il 17 ottobre 1982, la CLO afferma: "Come ampiamente segnalato dai quotidiani nazionali, l'imputato era in disputa con il fratello per la proprietà di un carro da bicicletta del valore di N3,00, 20 anni fa, una disputa che si è conclusa con la morte del fratello. Secondo l'imputato, l'omicidio non fu premeditato ma si trattò puramente di un incidente.
"In ogni caso, la CLO insiste sul fatto che la pena di morte è punizione inumana ed antitetica rispetto all'obiettivo di proteggere e conservare la vita degli esseri umani, come affermato dall'articolo 3 della dichiarazione universale dei diritti dell'uomo, dall'articolo 4 della Carta africana sui diritti dell'uomo e dei popoli, e dalle altre convenzioni internazionali sui diritti dell'uomo, di cui la Nigeria è firmataria, specialmente in un caso che potrebbe altrimenti essere considerato come omicidio preterintenzionale o di secondo grado".
La CLO, che aveva previsto che la Corte suprema prendesse misure pro-attive nella campagna contro la pena di morte e la sua futura abolizione in Nigeria, in conformità con quanto deciso da altre nazioni del mondo, che hanno abolito la pena di morte, vuole in questo modo garantire il diritto alla vita e alla dignità della persona umana.
— FONTI
- (Fonti: This Day, Africa News Service, 06/07/2002)
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