l’Organizzazione per i Diritti Umani di Ahwaz ha lanciato un appello a Louise Arbour...
l’Organizzazione per i Diritti Umani di Ahwaz ha lanciato un appello a Louise Arbour...
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l’Organizzazione per i Diritti Umani di Ahwaz ha lanciato un appello a Louise Arbour, Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, protestando per l’imminente esecuzione di 6 arabi Ahwazi ad Ahwaz, la capitale provinciale del Khuzestan, nel sud-ovest dell’Iran. La notizia della loro impellente esecuzione è arrivata dalle loro famiglie, dalla Federazione per i Diritti Umani (FIDH), Amnesty International, dal Gruppo dei Diritti Umani e Attivisti per la Democrazia e daL Procuratore della Repubblica del Khuzestan, Musa Pirbani.
I sei uomini a rischio di esecuzione sono: Rasoul Ali Marea, 56 anni, un rifugiato riconosciuto dall’UNHCR, sposato con 6 figli, Ahmad Marmazi, 35 anni, residente a Ma’shur, padre di 2 bambini (genero di Rasoul Mazrea), Hamzah Sawari, 20 anni (i suoi 2 fratelli sono stati giustiziati l’anno scorso), Zamel Bawi (in prigione con gli altri suoi 3 fratelli), Abdulemam Zaeri, uno studente di 17 anni e Nazem Boryhi. Rasoul Mazrea, assieme ad altri 4 Ahwazi, è stato deportato nel maggio 2006 dal governo siriano in Iran.
Le accuse nei loro confronti includono quella di aver issato la bandiera Ahwazi, aver dato nomi sunniti ai loro figli, essersi convertiti al sunnismo, aver praticato lo Wahabismo ed essere “Mohareb”, ovvero nemici di Dio, tutti reati che comportano la pena di morte. Altre accuse sono: “destabilizzazione del paese”, “tentato rovesciamento del governo”, “possesso di esplosivi”, “sabotaggio di impianti petroliferi” ed essere una “minaccia per la sicurezza nazionale”.
I sei uomini a rischio di esecuzione sono: Rasoul Ali Marea, 56 anni, un rifugiato riconosciuto dall’UNHCR, sposato con 6 figli, Ahmad Marmazi, 35 anni, residente a Ma’shur, padre di 2 bambini (genero di Rasoul Mazrea), Hamzah Sawari, 20 anni (i suoi 2 fratelli sono stati giustiziati l’anno scorso), Zamel Bawi (in prigione con gli altri suoi 3 fratelli), Abdulemam Zaeri, uno studente di 17 anni e Nazem Boryhi. Rasoul Mazrea, assieme ad altri 4 Ahwazi, è stato deportato nel maggio 2006 dal governo siriano in Iran.
Le accuse nei loro confronti includono quella di aver issato la bandiera Ahwazi, aver dato nomi sunniti ai loro figli, essersi convertiti al sunnismo, aver praticato lo Wahabismo ed essere “Mohareb”, ovvero nemici di Dio, tutti reati che comportano la pena di morte. Altre accuse sono: “destabilizzazione del paese”, “tentato rovesciamento del governo”, “possesso di esplosivi”, “sabotaggio di impianti petroliferi” ed essere una “minaccia per la sicurezza nazionale”.
— FONTI
- (Fonti: Unrepresented Nations and People, 16/10/2007)
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