l’Iran ha arrestato un importante attivista di diritti umani che ha fatto...
l’Iran ha arrestato un importante attivista di diritti umani che ha fatto...
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l’Iran ha arrestato un importante attivista di diritti umani che ha fatto campagna contro la pena di morte, accusandolo di aver fatto propaganda e di aver pubblicato documenti segreti. Lo ha affermato il legale di Emaddedin Baghi, che capeggia il Comitato per la Difesa dei Diritti dei Prigionieri e che ha già passato diversi periodi in carcere ricevendo svariati riconoscimenti da paesi occidentali per il suo lavoro. Il suo legale ha detto poi all’AFP: “Baghi è accusato di aver fatto propaganda contro il regime e di aver pubblicato documenti segreti del governo”.
Secondo le accuse, Baghi avrebbe ottenuto informazioni segrete dai prigionieri detenuti in carceri di sicurezza e poi le avrebbe disseminate durante i seminari organizzati dal suo gruppo. Baghi è un ex giornalista che ha passato tre anni in carcere tra il 2000 e il 2003 a causa degli articoli scritti in diversi giornali riformisti. Durante lo scorso mese ha protestato pubblicamente contro l’ondata di impiccagioni, molte delle quali in pubblico, che ha travolto l’Iran e che le autorità sostengono atte a migliorare la sicurezza nella società. In settembre ha scritto una lettera aperta ai leader dei partiti riformisti, incluso l’ex presidente Mohammad Khatami e l’ex portavoce parlamentare Mehdi Karroubi, lamentandosi del loro silenzio sul crescente numero di impiccagioni. Nikbakht ha detto che sono stati stanziati 500 milioni di rial (53.500 dollari) come cauzione, ma si è poi deciso di incarcerarlo poiché aveva ancora un anno di prigione da scontare per una precedente condanna. “Si è appellato e ora il caso è nelle mani della corte”.
Secondo le accuse, Baghi avrebbe ottenuto informazioni segrete dai prigionieri detenuti in carceri di sicurezza e poi le avrebbe disseminate durante i seminari organizzati dal suo gruppo. Baghi è un ex giornalista che ha passato tre anni in carcere tra il 2000 e il 2003 a causa degli articoli scritti in diversi giornali riformisti. Durante lo scorso mese ha protestato pubblicamente contro l’ondata di impiccagioni, molte delle quali in pubblico, che ha travolto l’Iran e che le autorità sostengono atte a migliorare la sicurezza nella società. In settembre ha scritto una lettera aperta ai leader dei partiti riformisti, incluso l’ex presidente Mohammad Khatami e l’ex portavoce parlamentare Mehdi Karroubi, lamentandosi del loro silenzio sul crescente numero di impiccagioni. Nikbakht ha detto che sono stati stanziati 500 milioni di rial (53.500 dollari) come cauzione, ma si è poi deciso di incarcerarlo poiché aveva ancora un anno di prigione da scontare per una precedente condanna. “Si è appellato e ora il caso è nelle mani della corte”.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 15/10/2007)
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