LIBIA. CONDANNA A MORTE PER INFERMIERE BULGARE E MEDICO PALESTINESE
un tribunale di Tripoli ha condannato a morte le cinque infermiere bulgare e il medico palestinese accusati in Libia di aver intenzionalmente infettato centinaia di bambini con il virus Hiv.
1 MIN DI LETTURA

un tribunale di Tripoli ha condannato a morte le cinque infermiere bulgare e il medico palestinese accusati in Libia di aver intenzionalmente infettato centinaia di bambini con il virus Hiv.
Il processo era cominciato l'11 maggio scorso, dopo che nel dicembre 2005 la Corte Suprema libica aveva annullato le condanne a morte emesse l’anno precedente.
I sei sono in carcere dal 1999, con l’accusa di aver infettato l’anno prima col virus Hiv 426 bambini nell’ospedale pediatrico di Bengasi, 52 dei quali sono morti.
Adesso hanno la possibilità di presentare un ultimo appello presso la Corte Suprema.
Gli imputati sostengono di aver confessato sotto torture crimini mai commessi, tuttavia i poliziotti da loro indicati come torturatori sono stati precedentemente assolti dalla giustizia libica.
Diversi esponenti della comunità scientifica internazionale si sono schierati dalla parte dei condannati: per il prof. Luc Montagnier - coscopritore dell'Aids – per l’italiano Vittorio Colizzi e per numerosi altri studiosi, il virus era già presente nell'ospedale prima dell'arrivo dei sei, e il contagio è avvenuto per le pessime condizioni igieniche e sanitarie.
L’avvocato difensore Othman Bizanti aveva prodotto documenti in base ai quali nel 1997 furono registrati a Bengasi 207 casi di contagio da Hiv.
Il processo era cominciato l'11 maggio scorso, dopo che nel dicembre 2005 la Corte Suprema libica aveva annullato le condanne a morte emesse l’anno precedente.
I sei sono in carcere dal 1999, con l’accusa di aver infettato l’anno prima col virus Hiv 426 bambini nell’ospedale pediatrico di Bengasi, 52 dei quali sono morti.
Adesso hanno la possibilità di presentare un ultimo appello presso la Corte Suprema.
Gli imputati sostengono di aver confessato sotto torture crimini mai commessi, tuttavia i poliziotti da loro indicati come torturatori sono stati precedentemente assolti dalla giustizia libica.
Diversi esponenti della comunità scientifica internazionale si sono schierati dalla parte dei condannati: per il prof. Luc Montagnier - coscopritore dell'Aids – per l’italiano Vittorio Colizzi e per numerosi altri studiosi, il virus era già presente nell'ospedale prima dell'arrivo dei sei, e il contagio è avvenuto per le pessime condizioni igieniche e sanitarie.
L’avvocato difensore Othman Bizanti aveva prodotto documenti in base ai quali nel 1997 furono registrati a Bengasi 207 casi di contagio da Hiv.
— FONTI
- (Fonti: Corriere della Sera, 19/12/2006)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE23 LUGLIO 2026
INDIA: CONDANNATO A MORTE PER LO STUPRO E OMICIDIO DI UN BAMBINO DI 7 ANNI

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
COREA DEL NORD: UFFICIALE GIUSTIZIATO PER IL FURTO DI RISERVE DI GRANO

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
BANGLADESH: CONDANNATO A MORTE NOVE ANNI DOPO L’OMICIDIO DELLA MOGLIE

PENA DI MORTE21 LUGLIO 2026
INDIA: CORTE SUPREMA ANNULLA CONDANNA A MORTE E ORDINA NUOVO PROCESSO

PENA DI MORTE12 LUGLIO 2026
SUDAFRICA: MIN. GIUSTIZIA, ‘LE RICHIESTE DI REINTRODUZIONE DELLA PENA DI MORTE RIPORTEREBBERO IL PAESE ALLA BARBARIE’

PENA DI MORTE10 LUGLIO 2026
