l’ex presidente della Corea del Sud, Kim Dae-jung, ha chiesto l’abolizione della pena di morte
l’ex presidente della Corea del Sud, Kim Dae-jung, ha chiesto l’abolizione della pena di morte mentre la sua nazione dà segno di voler porre fine a questa controversa pratica.
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l’ex presidente della Corea del Sud, Kim Dae-jung, ha chiesto l’abolizione della pena di morte mentre la sua nazione dà segno di voler porre fine a questa controversa pratica.
Kim, premio nobel per la pace, conosciuto per la sua lunga battaglia per la democrazia e i diritti umani, ha fatto la dichiarazione in un articolo distribuito da Amnesty International.
“La pena capitale va contro i fondamenti della democrazia,” ha detto Kim in un articolo del 20 febbraio. “Mettere fine alla vita di una persona anche in nome della legge è chiaramente contrario ai principi basilari dei diritti umani.”
Kim ha espresso preoccupazione circa la possibilità dei giudici di commettere errori giudiziari o dei dittatori di fare un cattivo uso delle pene per opprimere i dissidenti politici.
“Questo è ciò che è capitato… quando stavo per essere giustiziato,” ha detto.
Nel 1980, Kim, allora dissidente, era stato condannato a morte dopo che l’allora giunta militare aveva avanzato false accuse di sedizione contro di lui in relazione ad una sommossa pro-democratica nella provincia di Kim. Grazie all’intervento di Washington, Kim ha avuto la commutazione della condanna in ergastolo e gli è stato permesso di vivere in esilio negli Stati Uniti nel 1982.
Kim, premio nobel per la pace, conosciuto per la sua lunga battaglia per la democrazia e i diritti umani, ha fatto la dichiarazione in un articolo distribuito da Amnesty International.
“La pena capitale va contro i fondamenti della democrazia,” ha detto Kim in un articolo del 20 febbraio. “Mettere fine alla vita di una persona anche in nome della legge è chiaramente contrario ai principi basilari dei diritti umani.”
Kim ha espresso preoccupazione circa la possibilità dei giudici di commettere errori giudiziari o dei dittatori di fare un cattivo uso delle pene per opprimere i dissidenti politici.
“Questo è ciò che è capitato… quando stavo per essere giustiziato,” ha detto.
Nel 1980, Kim, allora dissidente, era stato condannato a morte dopo che l’allora giunta militare aveva avanzato false accuse di sedizione contro di lui in relazione ad una sommossa pro-democratica nella provincia di Kim. Grazie all’intervento di Washington, Kim ha avuto la commutazione della condanna in ergastolo e gli è stato permesso di vivere in esilio negli Stati Uniti nel 1982.
— FONTI
- (Fonti: AP, 26/02/2006)
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