L'esecuzione di Ruth Ellis, l'ultima donna ad essere...
L'esecuzione di Ruth Ellis, l'ultima donna ad essere impiccata in Gran Bretagna, resta l'ultimo chiarissimo caso di errore giudiziario britannico in tempi recenti
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L'esecuzione di Ruth Ellis, l'ultima donna ad essere impiccata in Gran Bretagna, resta l'ultimo chiarissimo caso di errore giudiziario britannico in tempi recenti.
Non c'è dubbio che fosse stata lei ad uccidere il suo amante fedifrago, David Blakely, fuori da un pub di Hampstead nel 1955. Ma, allo stesso modo, ci sono pochi dubbi che le circostanze non meritavano una sentenza per omicidio volontario, per non parlare della pena di morte.
Alla luce dei tempi, la sua esecuzione appare mostruosamente ingiusta, ma, cosa più importante, è ingiusta anche alla luce degli standard di procedura di mezzo secolo fa.
Oggi, la Ellis non potrebbe venire condannata per omicidio e non avrebbe dovuto esserlo allora. Le circostanze attenuanti dell'omicidio Blakely sono più che sufficienti per garantire la riduzione dell'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo sulla base della ridotta capacità d'intendere e di volere.
Il caso Ellis, affidato alla Corte d'Appello dalla Commissione per la revisione dei casi criminali, è divenuto così interconnesso all'emozionalità politica di questi anni, ed è stato spettacolarizzato in libri e film, che è giusto ricordare che la donna, 28enne, è stata giustiziata proprio perché era un'ubriacona, una vittima e un tragico fallimento familiare.
I suoi legali furono probabilmente negligenti; la giuria fu tenuta all'oscuro di fatti fondamentali; la condannarono sulla base della sua moralità oltre che del suo crimine. La Ellis costituisce oggi un simbolo duraturo del perché la pena di morte è stata giustamente abolita.
Non c'è dubbio che fosse stata lei ad uccidere il suo amante fedifrago, David Blakely, fuori da un pub di Hampstead nel 1955. Ma, allo stesso modo, ci sono pochi dubbi che le circostanze non meritavano una sentenza per omicidio volontario, per non parlare della pena di morte.
Alla luce dei tempi, la sua esecuzione appare mostruosamente ingiusta, ma, cosa più importante, è ingiusta anche alla luce degli standard di procedura di mezzo secolo fa.
Oggi, la Ellis non potrebbe venire condannata per omicidio e non avrebbe dovuto esserlo allora. Le circostanze attenuanti dell'omicidio Blakely sono più che sufficienti per garantire la riduzione dell'accusa da omicidio volontario a omicidio colposo sulla base della ridotta capacità d'intendere e di volere.
Il caso Ellis, affidato alla Corte d'Appello dalla Commissione per la revisione dei casi criminali, è divenuto così interconnesso all'emozionalità politica di questi anni, ed è stato spettacolarizzato in libri e film, che è giusto ricordare che la donna, 28enne, è stata giustiziata proprio perché era un'ubriacona, una vittima e un tragico fallimento familiare.
I suoi legali furono probabilmente negligenti; la giuria fu tenuta all'oscuro di fatti fondamentali; la condannarono sulla base della sua moralità oltre che del suo crimine. La Ellis costituisce oggi un simbolo duraturo del perché la pena di morte è stata giustamente abolita.
— FONTI
- (Fonti: The Times, 23/02/2002)
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