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VIETNAM

l’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato la legge sulla fede e la religione, che sostituisce le precedenti ordinanze e decreti in materia.

l’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato la legge sulla fede e la religione, che sostituisce le precedenti ordinanze e decreti in materia.

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l’Assemblea Nazionale del Vietnam ha approvato la legge sulla fede e la religione, che sostituisce le precedenti ordinanze e decreti in materia.
Il Governo vietnamita ha detto che la legge, la prima del suo genere nelle Repubblica socialista, avrebbe migliorato la gestione degli affari religiosi. La nuova legge regola la responsabilità dello Stato volte a garantire il diritto alla libertà di credo e di religione e creare le condizioni per la registrazione delle pratiche religiose, riconoscere questo tipo di organizzazioni, stabilire istituti di formazione religiosa, favorire l’adesione alle organizzazioni religiose straniere e tutelare il diritto alla libertà di credo e di religione degli stranieri che risiedono legalmente in Vietnam. Secondo la nuova legge, ci vorranno 5 anni invece di 23 anni per essere riconosciuta come organizzazione religiosa.
Gli oppositori alla legge hanno riconosciuto che alcuni miglioramenti alle bozze precedenti sono state fatte durante il processo di revisione. Tuttavia, questi miglioramenti, e l'inclusione di garanzie fondamentali per l’esercizio del diritto alla libertà di religione o di credo, sono stati compromessi da onerosi obblighi di registrazione e dall'ingerenza eccessiva dello Stato negli affari interni delle organizzazioni religiose. Il Vietnam Committee on Human Rights (VCHR) ha definito la nuova legge come ancora "profondamente sbagliata" e una mossa per limitare le libertà religiose, piuttosto che proteggerle. "Il Vietnam sta ancora una volta usando la legge per aumentare il controllo dello Stato, criminalizzare le attività religiose indipendenti e dare alle autorità un mantello di legalità per continuare a intimidire, arrestare e condannare i suoi cittadini a picimento", ha detto il presidente del VCHR Vo Van Ai.
Con la nuova legge, che entrerà in vigore nel gennaio 2018, la registrazione rimane obbligatoria e, anche se il processo è ora più spedito, non prevede alternative ai gruppi religiosi che non possono o non vogliono registrarsi sotto la copertura statale. La registrazione obbligatoria è una violazione dell'articolo 18 del Patto Internazionale sui Diritti Civili e Politici, ha sottolineato il Relatore Speciale delle Nazioni Unite sulla libertà di religione o di credo, Heiner Bielefeldt, dopo la sua visita in Vietnam nel 2014. "La registrazione dovrebbe essere una concessione da parte dello Stato, non è un requisito legale obbligatorio", ha detto.
Gli oppositori alla legge l’hanno anche criticata per il suo modo "vago" di esprimersi, che, se interpretato in modo elastico, potrebbe essere usato per incastrare gruppi o esponenti religiosi. Human Rights Watch ha evidenziato alcuni esempi di fraseggio sfuggente, che si trovano in particolare nelle clausole che vietano l'uso della religione al fine di minare la “sicurezza nazionale", l'“unità nazionale" e l'"ordine pubblico". Infatti, la legge vieta le attività religiose che: violano la difesa nazionale, la sicurezza, la sovranità e l'ordine e la sicurezza sociale; nuocciono alla morale sociale, alla vita e ai beni personali; offendono l’onore di altre persone e la dignità umana; ostacolano l’esercizio di diritti e doveri civili; dividono la nazione, tra le diverse religioni e tra i seguaci e non seguaci di credi e religioni.
FONTI
  • (Fonti: VCHR/VNS/VOV.VN, 19/11/2016)