L’art. 16 del Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio
L’art. 16 del Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio
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L’art. 16 del Codice Penale prevede la pena di morte per omicidio aggravato, tortura, rapina a mano armata, incendio doloso, tradimento, diserzione, attentato alla vita del re.
Le autorità di Rabat hanno intrapreso una vera e propria guerra contro il terrorismo di matrice islamica all'interno del paese all'indomani degli attentati del 16 maggio 2003, in cui morirono 43 persone a Casablanca. Una nuova legge, passata in Parlamento nel maggio 2003, ha esteso la pena capitale a reati legati al terrorismo. Al 17 agosto 2005, un totale di oltre duemila persone erano state accusate di diversi crimini legati al terrorismo: 903 di loro stanno attualmente scontando la pena e 17 sono state condannate a morte.
La grazia è prerogativa costituzionale del Sovrano. Il re Mohammed VI non ha mai firmato finora un decreto di esecuzione da quando ha preso il potere nel luglio 1999.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1993 quando Mohammed Tabet, questore di polizia e capo dell’intelligence generale del paese, è stato giustiziato per abuso della sua posizione e stupro di centinaia di donne e ragazze.
Il 6 agosto 2003, Mohamed Bouzoubaa, Ministro della Giustizia del Marocco, ha dichiarato di essere favorevole all’abolizione della pena di morte.
Secondo i gruppi locali per i diritti umani, a ottobre 2003 i condannati a morte nel paese erano 156.
Il 18 dicembre 2007 il Marocco si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Le autorità di Rabat hanno intrapreso una vera e propria guerra contro il terrorismo di matrice islamica all'interno del paese all'indomani degli attentati del 16 maggio 2003, in cui morirono 43 persone a Casablanca. Una nuova legge, passata in Parlamento nel maggio 2003, ha esteso la pena capitale a reati legati al terrorismo. Al 17 agosto 2005, un totale di oltre duemila persone erano state accusate di diversi crimini legati al terrorismo: 903 di loro stanno attualmente scontando la pena e 17 sono state condannate a morte.
La grazia è prerogativa costituzionale del Sovrano. Il re Mohammed VI non ha mai firmato finora un decreto di esecuzione da quando ha preso il potere nel luglio 1999.
L’ultima esecuzione è avvenuta nel 1993 quando Mohammed Tabet, questore di polizia e capo dell’intelligence generale del paese, è stato giustiziato per abuso della sua posizione e stupro di centinaia di donne e ragazze.
Il 6 agosto 2003, Mohamed Bouzoubaa, Ministro della Giustizia del Marocco, ha dichiarato di essere favorevole all’abolizione della pena di morte.
Secondo i gruppi locali per i diritti umani, a ottobre 2003 i condannati a morte nel paese erano 156.
Il 18 dicembre 2007 il Marocco si è astenuto sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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