L'amministrazione Bush ha reso noto che nei processi...
L'amministrazione Bush ha reso noto che nei processi americani contro i sospetti di appartenere ad al-Qaeda e ai Talebani agli imputati saranno riconosciute garanzie maggiori di quanto inizialmente previsto, ma l'accusa disporrà di una maggiore libertà
3 MIN DI LETTURA
L'amministrazione Bush ha reso noto che nei processi americani contro i sospetti di appartenere ad al-Qaeda e ai Talebani agli imputati saranno riconosciute garanzie maggiori di quanto inizialmente previsto, ma l'accusa disporrà di una maggiore libertà d'azione rispetto a quanto permesso nelle corti regolari.
Il Segretario americano per la Difesa, Donald Rumsfeld, ha pubblicato l'insieme delle procedure per i tribunali in una forma molto diversa da quella inizialmente annunciata dal Presidente Bush, che aveva suscitato molte critiche nel 2001.
Rumsfeld ha affermato che il piano per le commissioni [d'inchiesta] è "bilanciato, giusto, e strutturato per produrre esiti giusti. La giustizia sarà onorata.". Rumsfeld ha dichiarato che i tribunali, che possono erogare condanne a morte, sono istituiti per proteggere i diritti dei terroristi, e al tempo stesso per salvaguardare la sicurezza degli Americani.
Secondo le regole emanate da Rumsfeld, gli stranieri accusati di crimini di terrorismo godranno della presunzione d'innocenza, avranno la garanzia di difesa, ma limitati diritti di appello. D'altra parte, le regole per l'ammissione delle prove saranno più larghe.
Una differenza significativa rispetto al progetto annunciato da Bush è che la Corte composta da tre a sette giudici dovrà votare all'unanimità per erogare una condanna a morte. Bush aveva proposto una maggioranza dei due terzi. Inoltre, in origine le condanne non erano appellabili, mentre secondo la nuova versione ufficiali militari potranno rivedere le sentenze.
La differenza forse più significativa, data la difficoltà di raccogliere prove contro i sospetti detenuti nella base di Guantanamo a Cuba e in altri carceri, sarà l'ammissione di testimonianze de relato, o prove di seconda mano. Questo tipo di prove non sono ammesse nei processi criminali o nelle corti marziali.
I tribunali resteranno aperti alla stampa e al pubblico, ma potranno svolgersi a porte chiuse se fossero presentate prove classificate come segrete o reputate tali da mettere in pericolo la sicurezza nazionale.Il progetto ha suscitato inevitabili critiche, ma è chiaramente rivolto a trovare l'accordo con quanti si sono opposti ai processi sostenendo che gli Stati Uniti indebolirebbero la loro posizione contro i terroristi e la loro stessa autorevolezza nel mondo se negassero agli accusati i diritti elementari nel processo. Per molti dei 300 detenuti nella base di Guantanamo, tra cui vi sono cinque cittadini britannici, le regole dei tribunali non sono irrilevanti. Molti li considerano soldati semplici che non dovrebbero nemmeno essere processati. Il loro destino rimane assai incerto. Si pensa che molti di loro saranno detenuti a tempo indefinito.
Rumsfeld ha detto che non ci sono ancora "candidati" per processi da svolgersi in questi tribunali. Ha aggiunto che le corti saranno investite in casi rari, se mai lo saranno, e solo nel caso che i paesi d'origine dei sospetti non vogliano farsi carico delle accuse.Rumsfeld può essere certo delle lamentele dei paesi europei che si oppongono alla pena di morte, così come dei gruppi di difesa delle libertà civili. Ma il Segretario di Stato alla Difesa si è mostrato imperturbabile: "Le critiche ci saranno sempre. E' un paese libero," ha concluso.
Amnesty International ha affermato che le commissioni "minacciano di minare gravemente, piuttosto che rinforzare, la fiducia nell'amministrazione della giustizia e nel rispetto dello Stato di diritto."
Altri critici dei tribunali militari per i detenuti, inclusa l'Unione Americana per le Liberta Civili (ACLU) hanno affermato che con le regole proposte da Rumsfeld, viene negato ai detenuti il principio del giusto processo.
Il Segretario americano per la Difesa, Donald Rumsfeld, ha pubblicato l'insieme delle procedure per i tribunali in una forma molto diversa da quella inizialmente annunciata dal Presidente Bush, che aveva suscitato molte critiche nel 2001.
Rumsfeld ha affermato che il piano per le commissioni [d'inchiesta] è "bilanciato, giusto, e strutturato per produrre esiti giusti. La giustizia sarà onorata.". Rumsfeld ha dichiarato che i tribunali, che possono erogare condanne a morte, sono istituiti per proteggere i diritti dei terroristi, e al tempo stesso per salvaguardare la sicurezza degli Americani.
Secondo le regole emanate da Rumsfeld, gli stranieri accusati di crimini di terrorismo godranno della presunzione d'innocenza, avranno la garanzia di difesa, ma limitati diritti di appello. D'altra parte, le regole per l'ammissione delle prove saranno più larghe.
Una differenza significativa rispetto al progetto annunciato da Bush è che la Corte composta da tre a sette giudici dovrà votare all'unanimità per erogare una condanna a morte. Bush aveva proposto una maggioranza dei due terzi. Inoltre, in origine le condanne non erano appellabili, mentre secondo la nuova versione ufficiali militari potranno rivedere le sentenze.
La differenza forse più significativa, data la difficoltà di raccogliere prove contro i sospetti detenuti nella base di Guantanamo a Cuba e in altri carceri, sarà l'ammissione di testimonianze de relato, o prove di seconda mano. Questo tipo di prove non sono ammesse nei processi criminali o nelle corti marziali.
I tribunali resteranno aperti alla stampa e al pubblico, ma potranno svolgersi a porte chiuse se fossero presentate prove classificate come segrete o reputate tali da mettere in pericolo la sicurezza nazionale.Il progetto ha suscitato inevitabili critiche, ma è chiaramente rivolto a trovare l'accordo con quanti si sono opposti ai processi sostenendo che gli Stati Uniti indebolirebbero la loro posizione contro i terroristi e la loro stessa autorevolezza nel mondo se negassero agli accusati i diritti elementari nel processo. Per molti dei 300 detenuti nella base di Guantanamo, tra cui vi sono cinque cittadini britannici, le regole dei tribunali non sono irrilevanti. Molti li considerano soldati semplici che non dovrebbero nemmeno essere processati. Il loro destino rimane assai incerto. Si pensa che molti di loro saranno detenuti a tempo indefinito.
Rumsfeld ha detto che non ci sono ancora "candidati" per processi da svolgersi in questi tribunali. Ha aggiunto che le corti saranno investite in casi rari, se mai lo saranno, e solo nel caso che i paesi d'origine dei sospetti non vogliano farsi carico delle accuse.Rumsfeld può essere certo delle lamentele dei paesi europei che si oppongono alla pena di morte, così come dei gruppi di difesa delle libertà civili. Ma il Segretario di Stato alla Difesa si è mostrato imperturbabile: "Le critiche ci saranno sempre. E' un paese libero," ha concluso.
Amnesty International ha affermato che le commissioni "minacciano di minare gravemente, piuttosto che rinforzare, la fiducia nell'amministrazione della giustizia e nel rispetto dello Stato di diritto."
Altri critici dei tribunali militari per i detenuti, inclusa l'Unione Americana per le Liberta Civili (ACLU) hanno affermato che con le regole proposte da Rumsfeld, viene negato ai detenuti il principio del giusto processo.
— FONTI
- (Fonti: The Times, 22/03/2002)
CONTINUA A LEGGERE
TUTTE LE NOTIZIE · PENA DI MORTE Sullo stesso fronte

PENA DI MORTE3 AGOSTO 2026
IRAN - Omid Behzad e Pourya Safvat giustiziati

PENA DI MORTE2 AGOSTO 2026
IRAQ: CONDANNATO A MORTE PER L'OMICIDIO DI UN AGENTE ANTICRIMINE A BASSORA

PENA DI MORTE2 AGOSTO 2026
IRAN - Mahtab Shirmohammadi, una donna, e Sirus Sayadi giustiziati a Yasuj il 2 agosto

PENA DI MORTE2 AGOSTO 2026
SUDAN: SEI AGENTI DI POLIZIA CONDANNATI A MORTE PER TORTURA E UCCISIONE DI UN DETENUTO

PENA DI MORTE1 AGOSTO 2026
IRAN - Mohammadali Narouei e Mohammadbakhsh Shahbakhsh giustiziati a Damghan il 1° agosto

PENA DI MORTE1 AGOSTO 2026
