l'Alta Corte europea, nel caso Ghana v Gambrah (cittadino britannico), ha respinto un ricorso contro il
l'Alta Corte europea, nel caso Ghana v Gambrah (cittadino britannico), ha respinto un ricorso contro il
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l'Alta Corte europea, nel caso Ghana v Gambrah (cittadino britannico), ha respinto un ricorso contro il rifiuto di estradizione in Ghana, dove condanne per omicidio continuano a prevedere la pena di morte obbligatoria.
L'estradizione del signor Gambrah è stata richiesta in modo che potesse essere processato per omicidio. Il governo del Ghana ha assicurato che se fosse stato estradato e condannato, la sua sentenza di morte non sarebbe state eseguita. L'Alta Corte ha accolto la garanzia ma ha ritenuto che la prospettiva della detenzione indeterminata nel braccio della morte congiuntamente alle cattive condizioni di salute mentale del signor Gambrah e la mancanza di un trattamento psichiatrico adeguato nel carcere del Ghana, equivarrebbe ad una pena inumana e degradante. La sua estradizione sarebbe quindi in contrasto con l'articolo 3 della CEDU e le finalità di cui al punto 91 della legge del 2003 sull'estradizione.
Joe Middleton ha agito pro bono in appello per conto dell’associazione Progetto pena di morte. Il suo intervento ha trattato il sistema della pena di morte in Ghana e la pena di morte obbligatoria in Africa, aspetto su cui ha fatto anche altri interventi. Si è soffermato sul rifiuto della Corte Suprema del Ghana di eliminare la pena di morte obbligatoria in quanto incostituzionale (Johnson contro Repubblica). Alla luce della decisione della Corte Suprema, la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha recentemente dichiarato che il Ghana viola il suo obbligo di rispettare il diritto alla vita in base al Patto internazionale sui diritti civili e politici (comunicazione n 2177/2012). Joe Middleton è l’autore delle osservazioni sul caso del signor Johnson davanti alla Corte Suprema e del ricorso alla Commissione per i diritti umani, in entrambi fatti nell’ambito del “Progetto pena di morte”.
L'estradizione del signor Gambrah è stata richiesta in modo che potesse essere processato per omicidio. Il governo del Ghana ha assicurato che se fosse stato estradato e condannato, la sua sentenza di morte non sarebbe state eseguita. L'Alta Corte ha accolto la garanzia ma ha ritenuto che la prospettiva della detenzione indeterminata nel braccio della morte congiuntamente alle cattive condizioni di salute mentale del signor Gambrah e la mancanza di un trattamento psichiatrico adeguato nel carcere del Ghana, equivarrebbe ad una pena inumana e degradante. La sua estradizione sarebbe quindi in contrasto con l'articolo 3 della CEDU e le finalità di cui al punto 91 della legge del 2003 sull'estradizione.
Joe Middleton ha agito pro bono in appello per conto dell’associazione Progetto pena di morte. Il suo intervento ha trattato il sistema della pena di morte in Ghana e la pena di morte obbligatoria in Africa, aspetto su cui ha fatto anche altri interventi. Si è soffermato sul rifiuto della Corte Suprema del Ghana di eliminare la pena di morte obbligatoria in quanto incostituzionale (Johnson contro Repubblica). Alla luce della decisione della Corte Suprema, la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite ha recentemente dichiarato che il Ghana viola il suo obbligo di rispettare il diritto alla vita in base al Patto internazionale sui diritti civili e politici (comunicazione n 2177/2012). Joe Middleton è l’autore delle osservazioni sul caso del signor Johnson davanti alla Corte Suprema e del ricorso alla Commissione per i diritti umani, in entrambi fatti nell’ambito del “Progetto pena di morte”.
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