La recente rivelazione fornita dal Governo Federale...
La recente rivelazione fornita dal Governo Federale riguardo ai 458 condannati che in diverse carceri del Paese attendono l'impiccagione da almeno 20 anni, è un triste commentario alla nostra situazione giudiziaria
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La recente rivelazione fornita dal Governo Federale riguardo ai 458 condannati che in diverse carceri del Paese attendono l'impiccagione da almeno 20 anni, è un triste commentario alla nostra situazione giudiziaria.E' anche una difesa dalle critiche del sistema carcerario della nazione, che spesso ha lamentato il sovraffollamento e le condizioni inumane in cui sono tenuti i prigionieri. Rimanere 20 anni in prigione dopo il processo e la condanna, in attesa dell'esecuzione, è già di per sé una pena incommensurabile. Aspettare la morte per tutto quel tempo non solo è psicologicamente degradante, ma rende l'idea dello stato del nostro sistema giudiziario. Naturalmente, c'è la più grande questione della validità della pena di morte come deterrente necessario e sufficiente per i futuri criminali. Ma il caso dei 458 detenuti in attesa di esecuzione dimostra l'incapacità o il rifiuto da parte dello Stato di portare a compimento le condanne. Il che solleva la questione del mantenimento della pena di morte nella nostra Costituzione, dal momento che sembra esistere una certa riluttanza da parte dei nostri leader ad appoggiare queste esecuzioni. Dopo aver atteso per 20 anni il boia, tutti i giorni, senza speranza, quale altra pena può costituire per queste persone l'esecuzione? Non è possibile commutare queste condanne, soprattutto in considerazione del fatto che le pene detentive dovrebbero essere correzionali. Ora che il Governo è giustamente preoccupato per il ritardo nell'esecuzione delle condanne a morte, forse sarebbe ora di ripensare alla validità della pena di morte come deterrente contro il crimine. Il passo preso dal Governo Federale nel caso dei 458 condannati a morte è encomiabile, ma il Governo dovrebbe approfittare di questo momento per rivedere più in generale la questione della pena di morte e dello stato della giustizia nel Paese.
— FONTI
- (Fonti: All Africa, 10/03/2004)
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