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La Presidente Gloria Macapagal-Arroyo ha commutato in ergastoli tutte le condanne a morte

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La Presidente Gloria Macapagal-Arroyo ha commutato in ergastoli tutte le condanne a morte. Il Segretario Esecutivo Renato de Villa ha detto che la Presidente ha accolto la raccomandazione del Dipartimento di Giustizia di commutare le condanne a morte, benché non abbia reso noto quante persone erano oggetto del provvedimento.
De Villa ha chiarito, comunque, che la Presidente non ha deciso l'abolizione della pena di morte. "La commutazione delle condanne è solo indicativa di una politica, che sembra andare in questa direzione".
De Villa ha detto che la Presidente è personalmente contro la pena di morte per quanto non si sia mai pronunciata formalmente al riguardo. La Chiesa Cattolica, molto influente, è contro l'imposizione della pena di morte e Macapagal-Arroyo è famosa per essere religiosa e molto vicina all'Arcivescovo di Manila Jaime Sin.
Il suo predecessore, il Presidente spodestato Joseph Estrada, aveva emanato un'ordinanza simile che commutava tutte le condanne a morte in ergastoli. L'ordinanza era una conseguenza dell'imposizione di Estrada di una moratoria delle esecuzioni iniziata a marzo 2000, in osservanza del Giubileo celebrato dalla Chiesa Cattolica.
Benché ci sia stata una iniziale confusione riguardo a chi era incluso nel decreto di Estrada, in seguito, il Segretario Esecutivo, Ronaldo Zamora, ha detto che l'ordine comprendeva solo dai 400 ai 500 condannati, o coloro che avevano ricevuto sentenze definitive da parte della Corte Suprema.
I casi definiti dalla Corte Suprema devono poi essere esaminati dal Comitato di Coscienza Presidenziale creato da Estrada. Fino a dicembre 2000 il Comitato ha rivisto i casi di 105 imputati le cui condanne sono state tutte tramutate in ergastoli.
FONTI
  • (Fonti: Business World (Philippines), The Nation (Thailand), 04/04/2001)