La presidente filippina Gloria Arroyo ha revocato una...
La presidente filippina Gloria Arroyo ha revocato una moratoria sulle esecuzioni capitali durata quasi quattro anni
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La presidente filippina Gloria Arroyo ha revocato una moratoria sulle esecuzioni capitali durata quasi quattro anni.
"Non ostacoler� pi� le esecuzioni programmate dai tribunali per gennaio 2004", ha detto la Arroyo alla polizia, presso la sede centrale a Manila.
Una moratoria era in vigore dal marzo 2000, introdotta dall'allora presidente Joseph Estrada, dopo pressioni da parte della Chiesa Cattolica Romana.
La Arroyo, devota cattolica, era giunta al potere nel gennaio 2001, ed aveva mantenuto la sospensione delle esecuzioni.
La decisione arriva dopo un'ondata di sequestri a scopo di riscatto e di altri crimini violenti, che avevano portato a proteste da parte del ceto imprenditoriale, in particolare dall'influente settore cino-filippino, frequente vittima dei rapimenti.
"Per quanto io sia contraria per principi morali alla soppressione di vite umane, un presidente deve dare la precedenza all'interesse generale, quando circostanze straordinarie lo esigono".C
i sono circa 1.000 persone nel braccio della morte delle Filippine, paese in cui sequestri a fine di riscatto, stupri e detenzione di grosse quantit� di droghe illegali sono punibili con l'iniezione letale.
Il portavoce dell'Arroyo ha detto che sono previste 35 esecuzioni per il prossimo anno, quelle di due sequestratori per il 30 gennaio.
La Conferenza Episcopale delle Filippine ha criticato la decisione della Presidente.
"Non ostacoler� pi� le esecuzioni programmate dai tribunali per gennaio 2004", ha detto la Arroyo alla polizia, presso la sede centrale a Manila.
Una moratoria era in vigore dal marzo 2000, introdotta dall'allora presidente Joseph Estrada, dopo pressioni da parte della Chiesa Cattolica Romana.
La Arroyo, devota cattolica, era giunta al potere nel gennaio 2001, ed aveva mantenuto la sospensione delle esecuzioni.
La decisione arriva dopo un'ondata di sequestri a scopo di riscatto e di altri crimini violenti, che avevano portato a proteste da parte del ceto imprenditoriale, in particolare dall'influente settore cino-filippino, frequente vittima dei rapimenti.
"Per quanto io sia contraria per principi morali alla soppressione di vite umane, un presidente deve dare la precedenza all'interesse generale, quando circostanze straordinarie lo esigono".C
i sono circa 1.000 persone nel braccio della morte delle Filippine, paese in cui sequestri a fine di riscatto, stupri e detenzione di grosse quantit� di droghe illegali sono punibili con l'iniezione letale.
Il portavoce dell'Arroyo ha detto che sono previste 35 esecuzioni per il prossimo anno, quelle di due sequestratori per il 30 gennaio.
La Conferenza Episcopale delle Filippine ha criticato la decisione della Presidente.
— FONTI
- (Fonti: AFP, via yahoo.com, 5/12/03;)
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