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La Presidente filippina Gloria Arroyo è sottoposta a pressioni affinché metta fine al blocco delle esecuzioni, per frenare un'ondata di sequestri

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La Presidente filippina Gloria Arroyo � sottoposta a pressioni affinch� metta fine al blocco delle esecuzioni, per frenare un'ondata di sequestri. In caso contrario rischia di perdere un importante sostegno economico in relazione alle elezioni di maggio.
La re-introduzione della pena di morte e la condanna di sequestratori rassicurerebbe gli investitori circa la evidente incapacit� del governo di fermare il crimine, hanno detto i critici della Arroyo.
La Presidente ha tuttavia sottolineato che la pena capitale non costituisce la soluzione contro il crimine, dicendo che la soluzione efficace consiste nel mettere l'intero sistema di giustizia penale contro i criminali.
La maggioranza dei sequestrati appartiene alla comunit� cinese, i cui membri possiedono centri commerciali, banche e fabbriche.
Il 156esimo sequestrato di quest'anno, la 32enne dirigente della Coca-Cola Betti Sy, una sino-filippina, � stata ritrovata morta la scorsa settimana a Manila, chiusa in un sacco dell'immondizia.
La Arroyo, devota cattolica, all'inizio dell'anno aveva promesso ai leader sino-filippini di mettere fine al bando sulla pena di morte per "accendere la paura nei cuori" dei criminali.
L'Arcivescovo di Manila, Gaudencio Rosales, ha chiesto alla presidente di continuare con la sospensione delle esecuzioni.
Ernesto Herrera, autore del testo di legge che aveva imposto la pena capitale prima che fosse sospesa, ha avvertito che se la Arroyo rifiutasse di mandare alla morte i condannati per gravi crimini, questo condurrebbe alla formazione di gruppi di auto-difesa e ad esecuzioni extra-giudiziarie.
FONTI
  • (Fonti: Xinhua News Agency and Channelnewsasia, 24/11/2003)