La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati...
La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati quali omicidio, sedizione e traffico di droga
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La pena di morte in Bangladesh è prevista per reati quali omicidio, sedizione e traffico di droga.
Nel marzo del 1998 il Governo del Bangladesh ha approvato l’uso della pena di morte per crimini commessi contro donne e bambini, compresi traffico di esseri umani, violenza sessuale e omicidio. Prima la pena massima per questi crimini era 10 anni di reclusione. Nel 1997 la pena capitale era stata estesa al dirottamento di aerei e al sabotaggio.
Il 13 marzo 2002 il Parlamento ha approvato una legge che prevede l’istituzione di tribunali speciali e processi per direttissima (da celebrare entro 90 giorni dalla denuncia) che possono condannare a morte per gli attacchi con acido e atti gravi di violenza contro donne e bambini, divenuti di anno in anno sempre più frequenti. Un rapporto della Fondazione per i Sopravvissuti all’Acido, ha detto che almeno 353 persone, tra cui 224 donne, sono state vittime di aggressioni con acido nei primi nove mesi del 2002. È stata approvata anche un’altra legge per la restrizione di produzione, importazione, trasporto e vendita di acido nel paese.
Il 16 marzo 2004, il Parlamento ha approvato la proroga per altri due anni dei Tribunali per direttissima il cui mandato sarebbe scaduto il 9 aprile.
Le condanne a morte sono notevolmente aumentate da quando sono stati introdotti questi tribunali speciali. In base ai dati forniti dal Ministero della Giustizia, dalla loro entrata in funzione nell’ottobre del 2002 fino al 30 giugno del 2005, i nove Tribunali speciali del paese hanno affrontato 650 casi, emettendo 311 condanne capitali. Inoltre, dal 2001 fino al 30 giugno 2005, le Corti d’Assise del paese hanno condannato a morte altre 123 persone. In dettaglio, le persone condannate a morte sono state 80 nel 2002, 162 nel 2003, 112 nel 2004 e 80 nel 2005 (fino al 30 giugno). Un totale di 221 persone erano state condannate a morte dai vari tribunali del paese dall’Indipendenza fino al 2001.
Il 16 luglio 2005, l’Ispettore Generale della Prigioni ha dichiarato che dovranno essere costruiti nuovi bracci della morte, considerato che i condannati a morte sono raddoppiati negli ultimi tre anni, arrivando a 675, rinchiusi in sole 53 celle costruite un tempo per ospitare un solo detenuto.
Nel 2001, dopo tre anni di sospensione di fatto, sono riprese le esecuzioni in Bangladesh. Due uomini sono stati impiccati tra febbraio e marzo e un altro è stato giustiziato a novembre. Due persone sono state impiccate nel 2002 e altre due nel 2003. Le esecuzioni nel 2004 sono salite a 13, mentre nel 2005 sono state almeno 5. Sono 4 le esecuzioni riportate per il 2006 e 6 per il 2007.
Il 18 dicembre 2008 il Bangladesh ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel marzo del 1998 il Governo del Bangladesh ha approvato l’uso della pena di morte per crimini commessi contro donne e bambini, compresi traffico di esseri umani, violenza sessuale e omicidio. Prima la pena massima per questi crimini era 10 anni di reclusione. Nel 1997 la pena capitale era stata estesa al dirottamento di aerei e al sabotaggio.
Il 13 marzo 2002 il Parlamento ha approvato una legge che prevede l’istituzione di tribunali speciali e processi per direttissima (da celebrare entro 90 giorni dalla denuncia) che possono condannare a morte per gli attacchi con acido e atti gravi di violenza contro donne e bambini, divenuti di anno in anno sempre più frequenti. Un rapporto della Fondazione per i Sopravvissuti all’Acido, ha detto che almeno 353 persone, tra cui 224 donne, sono state vittime di aggressioni con acido nei primi nove mesi del 2002. È stata approvata anche un’altra legge per la restrizione di produzione, importazione, trasporto e vendita di acido nel paese.
Il 16 marzo 2004, il Parlamento ha approvato la proroga per altri due anni dei Tribunali per direttissima il cui mandato sarebbe scaduto il 9 aprile.
Le condanne a morte sono notevolmente aumentate da quando sono stati introdotti questi tribunali speciali. In base ai dati forniti dal Ministero della Giustizia, dalla loro entrata in funzione nell’ottobre del 2002 fino al 30 giugno del 2005, i nove Tribunali speciali del paese hanno affrontato 650 casi, emettendo 311 condanne capitali. Inoltre, dal 2001 fino al 30 giugno 2005, le Corti d’Assise del paese hanno condannato a morte altre 123 persone. In dettaglio, le persone condannate a morte sono state 80 nel 2002, 162 nel 2003, 112 nel 2004 e 80 nel 2005 (fino al 30 giugno). Un totale di 221 persone erano state condannate a morte dai vari tribunali del paese dall’Indipendenza fino al 2001.
Il 16 luglio 2005, l’Ispettore Generale della Prigioni ha dichiarato che dovranno essere costruiti nuovi bracci della morte, considerato che i condannati a morte sono raddoppiati negli ultimi tre anni, arrivando a 675, rinchiusi in sole 53 celle costruite un tempo per ospitare un solo detenuto.
Nel 2001, dopo tre anni di sospensione di fatto, sono riprese le esecuzioni in Bangladesh. Due uomini sono stati impiccati tra febbraio e marzo e un altro è stato giustiziato a novembre. Due persone sono state impiccate nel 2002 e altre due nel 2003. Le esecuzioni nel 2004 sono salite a 13, mentre nel 2005 sono state almeno 5. Sono 4 le esecuzioni riportate per il 2006 e 6 per il 2007.
Il 18 dicembre 2008 il Bangladesh ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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