La pena di morte è prevista per tradimento, omicidio...
La pena di morte è prevista per tradimento, omicidio e stupro
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La pena di morte è prevista per tradimento, spionaggio, terrorismo, rapina aggravata, rapimento, reati economici e omicidio.
Il 9 aprile 2001, l’Assemblea Nazionale del Laos ha approvato un emendamento al codice penale del 1990 che introduce la pena di morte per traffico di droga. L’emendamento prevede la condanna capitale per produttori, distributori, spacciatori e possessori di eroina, oltre che per trafficanti di anfetamine o metanfetamine. La sentenza di morte sarebbe assicurata a quelli trovati in possesso di oltre 500 grammi di eroina o più di 3 chili di metanfetamine.
Prima della nuova legge per reati di droga erano previste pene dai dieci anni all’ergastolo, a seconda della quantità di droga posseduta. Il Laos è il terzo maggior produttore di oppio nel mondo ed è usato come base per la produzione di metanfetamine. Il governo ha annunciato di voler riportare il paese ad essere una "drug-free zone" entro il 2015.
Tortura e maltrattamenti sono molto diffusi nelle carceri laotiane e consistono in minacce di morte e false esecuzioni, detenzione in isolamento, soffocamento, quasi annegamento, uso di elettroshock, bruciature con sigarette ed esposizione a temperature estreme.
I cristiani laotiani sono stati oggetto di una dura persecuzione a partire dal 1998. Molti di loro sono stati imprigionati e pressioni e persecuzioni sono state messe in atto in tutto il paese. Alcuni fedeli sono stati costretti a sottoscrivere forme di abiura dalla loro religione. Alcuni altri sono stati messi alla prova e costretti a partecipare a rituali animisti, fumare, bere alcol e sangue.
Secondo funzionari governativi, non si effettuano esecuzioni dal 1989.
Nel 2010, durante la revisione periodica universale da parte del Consiglio diritti umani dell’ONU, è stato raccomandato al Laos di adeguare l’ordinamento interno ai precetti del diritto internazionale, di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui diritti civili e politici, di introdurre una moratoria legale sulla pena di morte e di commutare tutte le condanne a morte. Il Laos ha risposto positivamente alla prima richiesta ma ha respinto quella relative alla introduzione di una moratoria sulla pena di morte preferendo conformarsi a quanto prescrive l’art. 6 del Patto sui diritti civili e politici e quindi limitare i reati capitali ai crimini più gravi.
Il 18 dicembre 2014, il Laos si è astenuto nuovamente sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Il 9 aprile 2001, l’Assemblea Nazionale del Laos ha approvato un emendamento al codice penale del 1990 che introduce la pena di morte per traffico di droga. L’emendamento prevede la condanna capitale per produttori, distributori, spacciatori e possessori di eroina, oltre che per trafficanti di anfetamine o metanfetamine. La sentenza di morte sarebbe assicurata a quelli trovati in possesso di oltre 500 grammi di eroina o più di 3 chili di metanfetamine.
Prima della nuova legge per reati di droga erano previste pene dai dieci anni all’ergastolo, a seconda della quantità di droga posseduta. Il Laos è il terzo maggior produttore di oppio nel mondo ed è usato come base per la produzione di metanfetamine. Il governo ha annunciato di voler riportare il paese ad essere una "drug-free zone" entro il 2015.
Tortura e maltrattamenti sono molto diffusi nelle carceri laotiane e consistono in minacce di morte e false esecuzioni, detenzione in isolamento, soffocamento, quasi annegamento, uso di elettroshock, bruciature con sigarette ed esposizione a temperature estreme.
I cristiani laotiani sono stati oggetto di una dura persecuzione a partire dal 1998. Molti di loro sono stati imprigionati e pressioni e persecuzioni sono state messe in atto in tutto il paese. Alcuni fedeli sono stati costretti a sottoscrivere forme di abiura dalla loro religione. Alcuni altri sono stati messi alla prova e costretti a partecipare a rituali animisti, fumare, bere alcol e sangue.
Secondo funzionari governativi, non si effettuano esecuzioni dal 1989.
Nel 2010, durante la revisione periodica universale da parte del Consiglio diritti umani dell’ONU, è stato raccomandato al Laos di adeguare l’ordinamento interno ai precetti del diritto internazionale, di ratificare il Secondo Protocollo Opzionale al Patto sui diritti civili e politici, di introdurre una moratoria legale sulla pena di morte e di commutare tutte le condanne a morte. Il Laos ha risposto positivamente alla prima richiesta ma ha respinto quella relative alla introduzione di una moratoria sulla pena di morte preferendo conformarsi a quanto prescrive l’art. 6 del Patto sui diritti civili e politici e quindi limitare i reati capitali ai crimini più gravi.
Il 18 dicembre 2014, il Laos si è astenuto nuovamente sulla Risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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