Nessuno tocchi Caino
COREA DEL SUD

La pena capitale è prevista per 103 reati:

La pena capitale è prevista per 103 reati:

3 MIN DI LETTURA
La pena capitale è prevista per 103 reati: 19 sanciti dalla Costituzione, tra cui omicidio e spionaggio e 84 dalla Legge sulla Sicurezza Nazionale e altre leggi. La Legge sulla Sicurezza Nazionale è un insieme di duri divieti volti a punire la più vaga espressione di simpatia per la Corea del Nord.
Nel 1999, la Commissione Onu per i Diritti Umani aveva raccomandato alla Corea del Sud “di superare la Legge sulla Sicurezza Nazionale”. Secondo quanto reso noto nel 2001 dal Ministero della Giustizia, la Corea del Sud ha giustiziato un totale di 1.634 condannati per crimini gravi da quando il paese è stato liberato dal dominio giapponese nel 1945, una media di 28,6 persone l'anno. Più della metà dei giustiziati fino al 1987 aveva violato la Legge sulla Sicurezza Nazionale.
Il 28 novembre 2002, la Corte Costituzionale ha stabilito la incostituzionalità di una clausola della Legge per la Sicurezza Nazionale che consente la pena di morte nei confronti di chi è colpevole di ripetuti elogi verso la Corea del Nord o spinge altri a fare questo.
Da quando le relazioni con il Nord sono iniziate a migliorare pochi anni fa, il clima generale in Corea del Sud è diventato più disteso e, con esso, è calato il favore pubblico verso la pena capitale. Nessuno è stato giustiziato dal febbraio del 1998, quando l'allora Presidente Kim Dae-jung, che era stato a sua volta nel braccio della morte, è entrato in carica.
L’8 settembre 2004, confermando una condanna a morte per omicidio, la Corte Suprema ha stabilito che la pena di morte è giustificata per crimini estremamente disumani. “La decisione sta a significare che chi commette crimini brutali e disumani non verrà considerato un essere umano”, ha detto un funzionario della Corte, aggiungendo che “in questi casi la pena di morte non va contro la Costituzione”. Nel 1996, la Corte Suprema aveva stabilito con 7 voti favorevoli e 2 contrari che la pena di morte è costituzionale. Nella motivazione, la Corte aveva detto che il diritto alla vita non può rimanere permanentemente valido e può essere limitato per salvaguardare cittadini innocenti. La Corte aveva anche riconosciuto l'efficacia della pena di morte come fattore deterrente nei confronti del crimine.
Il 25 febbraio 2010, la Corte si è nuovamente espressa in favore della pena di morte, confermando la sentenza emessa 4 anni prima. Questa volta però, l'opinione della corte è stata raggiunta con un margine minimo, 5 voti favorevoli e 4 contrari. Secondo i giudici la società necessita ancora di cambiamenti profondi prima che sia possibile abolire la pena di morte. 
Secondo un sondaggio condotto dalla compagnia radiofonica sud-coreana, nel marzo 2006, il 46,1% dei 625 intervistati sono a favore della pena di morte contro il 37,9%.
In Corea del Sud e' in atto una moratoria non ufficiale contro la pena capitale dal febbraio del 1998, quando sali' al potere il defunto presidente Kim Dae-jung, egli stesso condannato al patibolo nel 1980 durante gli anni del regime e poi graziato.  Le ultime esecuzioni sono state effettuate nel dicembre del 1997.
Il Consiglio dei diritti umani durante la Revisione Periodica Universale, nel 2008, ha raccomandato alla Repubblica di Corea di mantenere la moratoria de facto, i progressi verso l'abolizione della pena di morte e di abolire la pena di morte. Il Consiglio dei diritti umani ha espresso preoccupazione per il fatto che la pena di morte può essere imposta per una numerosa serie di reati, che circa 60 prigionieri rimangono nel braccio della morte e che le condanne a morte sono state pronunciate continuamente.
Il 18 dicembre 2014, la Corea del Sud si è nuovamente astenuta sulla risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.