La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta...
La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta ed è entrata in vigore nel gennaio 1997, ha "ridotto" a 69 il numero dei reati capitali, ma già 2 mesi dopo sono stati aggiunti emendamenti che ne hanno aumentato il numero
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La Legge di Procedura Penale, che è stata riscritta ed è entrata in vigore nel gennaio 1997, ha "ridotto" a 69 il numero dei reati capitali, ma già 2 mesi dopo sono stati aggiunti emendamenti che ne hanno aumentato il numero.
La Cina prevede due tipi di sentenza capitale: l'esecuzione immediata e la condanna "con sospensione" della pena per 2 anni, che diventa definitiva qualora il condannato abbia commesso altri reati durante il periodo di sospensione. Tra i reati capitali figurano reati nonviolenti come evasione delle tasse, traffico di droga, appropriazione indebita, falsificazione, frode, gioco d'azzardo, bigamia, gestione di un bordello, furto abituale, corruzione, disturbo della quiete pubblica, appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di sigarette, organizzazione di circoli pornografici, contrabbando di macchine, sfruttamento della prostituzione, speculazione, pubblicazione di materiale pornografico, furto o traffico di tesori nazionali, frode fiscale, vendita di false fatture, vendita delle pelli di due panda giganti, furto di mucche, cammelli e cavalli, vendita di falsi certificati di controllo nascite, vendita di falsi certificati di sterilità, vendita di denaro contraffatto e caccia alla tigre siberiana, del panda gigante e della scimmia d'oro. La Cina ha anche introdotto la pena di morte per la pirateria informatica e altri crimini legati a Internet. In Cina è prevista la pena di morte per chiunque sia stato condannato per traffico di un quantitativo pari o superiore a 50 gr di eroina.
La Cina detiene il record mondiale di esecuzioni. Secondo quanto pubblicato nel volume "Disidai" o "La Quarta Generazione", scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'"Asian Wall Street Journal" nell'ottobre 2002, 15.000 persone sono state mandate a morte ogni anno in Cina per presunti crimini dal 1998 al 2001. Il dato è sconvolgente, oltre 4 volte più alto delle più alte cifre stimate dagli occidentali sulla carneficina giudiziaria annuale in Cina e il più alto in assoluto dalla Rivoluzione Culturale.
Lo stesso dato è riportato anche dal libro "I Nuovi governanti della Cina" scritto da Andrew J. Nathan e Bruce Gilley sulla base dei documenti segreti del Partito Comunista pubblicati in "Disidai". Secondo i dati forniti da Amnesty International, dal 1990 al 2000 ci sono state in Cina più di 29.500 condanne a morte e oltre 19.500 esecuzioni. Nel 2001 sono state almeno 2.468 le persone giustiziate in Cina, ma secondo la stessa Amnesty i dati reali sarebbero molto più alti. Almeno 3.500 sarebbero i giustiziati in Cina nel 2001 secondo il New York Times.
Nell'editoriale intitolato "Un Catalogo Globale degli Errori" del 7 aprile 2003, lo stesso New York Times ha detto che Pechino ha giustiziato nel 2002 più di 3.000 persone, molte senza un processo equo. Secondo il China Daily del 9 settembre 2002, almeno 3.000 persone sarebbero state giustiziate da aprile quando il Presidente Jiang Zemin ha riattivato la campagna "Colpire duro" in occasione del suo primo anniversario. I dati in possesso di Amnesty indicano almeno 1.060 esecuzioni nel 2002, ma la stessa organizzazione considera il numero reale molto più alto. Nessuno tocchi Caino stima che almeno 3.138 esecuzioni siano state effettuate in Cina nel 2002.
La Cina prevede due tipi di sentenza capitale: l'esecuzione immediata e la condanna "con sospensione" della pena per 2 anni, che diventa definitiva qualora il condannato abbia commesso altri reati durante il periodo di sospensione. Tra i reati capitali figurano reati nonviolenti come evasione delle tasse, traffico di droga, appropriazione indebita, falsificazione, frode, gioco d'azzardo, bigamia, gestione di un bordello, furto abituale, corruzione, disturbo della quiete pubblica, appropriazione indebita di fondi pubblici, contrabbando di sigarette, organizzazione di circoli pornografici, contrabbando di macchine, sfruttamento della prostituzione, speculazione, pubblicazione di materiale pornografico, furto o traffico di tesori nazionali, frode fiscale, vendita di false fatture, vendita delle pelli di due panda giganti, furto di mucche, cammelli e cavalli, vendita di falsi certificati di controllo nascite, vendita di falsi certificati di sterilità, vendita di denaro contraffatto e caccia alla tigre siberiana, del panda gigante e della scimmia d'oro. La Cina ha anche introdotto la pena di morte per la pirateria informatica e altri crimini legati a Internet. In Cina è prevista la pena di morte per chiunque sia stato condannato per traffico di un quantitativo pari o superiore a 50 gr di eroina.
La Cina detiene il record mondiale di esecuzioni. Secondo quanto pubblicato nel volume "Disidai" o "La Quarta Generazione", scritto da un membro interno del partito che ha usato lo pseudonimo di Zong Hairen e riportato in un articolo pubblicato sull'"Asian Wall Street Journal" nell'ottobre 2002, 15.000 persone sono state mandate a morte ogni anno in Cina per presunti crimini dal 1998 al 2001. Il dato è sconvolgente, oltre 4 volte più alto delle più alte cifre stimate dagli occidentali sulla carneficina giudiziaria annuale in Cina e il più alto in assoluto dalla Rivoluzione Culturale.
Lo stesso dato è riportato anche dal libro "I Nuovi governanti della Cina" scritto da Andrew J. Nathan e Bruce Gilley sulla base dei documenti segreti del Partito Comunista pubblicati in "Disidai". Secondo i dati forniti da Amnesty International, dal 1990 al 2000 ci sono state in Cina più di 29.500 condanne a morte e oltre 19.500 esecuzioni. Nel 2001 sono state almeno 2.468 le persone giustiziate in Cina, ma secondo la stessa Amnesty i dati reali sarebbero molto più alti. Almeno 3.500 sarebbero i giustiziati in Cina nel 2001 secondo il New York Times.
Nell'editoriale intitolato "Un Catalogo Globale degli Errori" del 7 aprile 2003, lo stesso New York Times ha detto che Pechino ha giustiziato nel 2002 più di 3.000 persone, molte senza un processo equo. Secondo il China Daily del 9 settembre 2002, almeno 3.000 persone sarebbero state giustiziate da aprile quando il Presidente Jiang Zemin ha riattivato la campagna "Colpire duro" in occasione del suo primo anniversario. I dati in possesso di Amnesty indicano almeno 1.060 esecuzioni nel 2002, ma la stessa organizzazione considera il numero reale molto più alto. Nessuno tocchi Caino stima che almeno 3.138 esecuzioni siano state effettuate in Cina nel 2002.
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