Grazie alla perseveranza del suo avvocato e l'aiuto...
Grazie alla perseveranza del suo avvocato e l'aiuto di un cellulare, un cinese si è visto annullare la sua esecuzione quando mancavano solo quattro minuti
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Grazie alla perseveranza del suo avvocato e l'aiuto di un cellulare, un cinese si è visto annullare la sua esecuzione quando mancavano solo quattro minuti. Il caso ha suscitato un vero e proprio dibattito nazionale sui giornali cinesi sul progresso e sul sistema giudiziario. Nel maggio dell'anno scorso Dong Wei, 26 anni, aveva colpito a morte con un mattone un uomo all'uscita di un locale notturno nella città di Yan'an. Accusato d'omicidio, era stato condannato a morte nel dicembre scorso. Il padre di Wei aveva quindi assunto l'avvocato Zhu Zhanping per presentare appello alla corte provinciale.Zhu argomentava che il suo cliente aveva agito così per difendersi dopo essere stato attaccato violentemente dalla vittima e dai suoi amici che avevano anche insultato la fidanzata di Dong Wei. La corte aveva respinto l'appello il 22 di aprile ma Zhu era venuto a conoscenza del verdetto soltanto il 27 dello stesso mese. Quindi, preso il primo treno per Beijing, e dopo aver viaggiato tutta la notte si era presentato alla Corte Suprema. Aveva così trascorso l'intera giornata nel tentativo di trovare qualcuno disposto a riesaminare il caso. La sicurezza non permetteva però che Zhu raggiungesse le aule del tribunale adducendo che non era provvisto del necessario permesso che gli avrebbe consentito di parlare con i giudici. Ma poiché proprio quei giorni la corte stava trasferendo i suoi uffici, tutte le linee telefoniche erano disattivate ed era quindi impossibile procurarsi il permesso. Per puro caso in uno dei suoi numerosissimi tentativi una giudice ha risposto ad una sua telefonata accettando di analizzare il caso. Alle cinque del pomeriggio dello stesso giorno Zhu ha ricevuto una telefonata da parte del padre dell'imputato che gli comunicava che l'esecuzione era prevista per il giorno seguente alle 10 e 30.L'avvocato si è presentato allora davanti ai cancelli della Corte Suprema alle 8 del mattino senza però riuscire ad individuare la giudice con cui aveva parlato il giorno precedente. Si è trovato di nuovo di fronte alle stesse difficoltà: le guardie non gli davano la possibilità di entrare ne lui riusciva a mettersi in contatto telefonicamente con nessuno dei giudici. Alle 9 e 45 Zhu riusciva ad entrare con il permesso delle guardie dopo aver detto di voler comprare il rapporto giornaliero della Corte disponibile soltanto all'interno delle aule. Dopo una corsa frenetica attraverso i corridoi del tribunale è entrato nell'ufficio del giudice Li Wuqing, vice-presidente della Prima Corte Penale.Il giudice si è trovato d'accordo con la tesi di Zhu ed ha quindi iniziato una lunga serie di telefonate, dal suo cellulare (il telefono dell'ufficio era fuori funzione) affinché l'esecuzione venisse bloccata. In quel momento Dong era nella sua cella e dopo aver regalato tutti i suoi effetti personali ai compagni di prigionia attendeva la sua esecuzione, che sarebbe dovuta avvenire con un colpo di pistola alla nuca. Zhu ha dichiarato che è incoraggiato dal fatto che la Cina nonostante tutto abbia ancora un giudice come Li, fedele alle leggi e responsabile verso le vite umane. Ma secondo il giornale China Youth Daily, il caso ha dimostrato ancora una volta come il sistema giudiziario sia più legato alle qualità individuali che alle leggi: "Se una di queste tre persone- l'avvocato, il giudice o il supervisore alle esecuzioni- non avesse avuto a portata di mano un cellulare che cosa sarebbe successo?" si chiede il giornale. Il caso di Dong ha rappresentato un'altra occasione per la Corte Suprema per chiedere maggior professionalità ai magistrati.
— FONTI
- (Fonti: South China Morning Post 13/07/2002; Australian (The)18/07/2002)
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