Nessuno tocchi Caino
ITALIA

La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari

La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari. La pena di morte è stata abolita dai Codici Militari con legge ordinaria nell’ottobre 1994.

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La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari. La pena di morte è stata abolita dai Codici Militari con legge ordinaria nell’ottobre 1994.
Il 2 ottobre 2007, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha promulgato la legge Costituzionale che sopprime dall'articolo 27 della Costituzione l'ammissibilità della pena di morte nei casi previsti dalle leggi militari di guerra. La legge era stata approvata in via definitiva dal Senato il 25 settembre, e dalla Camera il 2 maggio. Il testo costituzionale, quindi, reciterebbe: "Non è ammessa la pena di morte". In nessun caso.
L’ultima esecuzione è avvenuta il 4 marzo 1947, a Torino: tre uomini di Villarbasse, Giovanni D’Ignoti, Giovanni Puleo e Francesco La Barbero, vennero fucilati fuori dalla città. I tre erano stati condannati a morte dalla Corte d’Assise di Torino il 5 luglio del 1946 (ultima sentenza capitale emessa in Italia) per aver bastonato a morte dieci persone e gettato i loro corpi in un pozzo nel corso di una rapina nella fattoria dove abitavano, che fruttò loro 45 mila lire ciascuno.
La legge italiana è una delle più rigorose in materia di estradizione. Nessuno può essere estradato verso paesi che applicano la pena di morte a meno che il paese richiedente non fornisca garanzie che devono essere non sufficienti, ma “assolute” che nel caso in questione la pena di morte non verrà utilizzata.
L’Italia è stata la prima, nel 1994, a portare all’attenzione dell’Assemblea Generale dell’Onu la proposta di una moratoria universale delle esecuzioni capitali. La risoluzione fu battuta per soli otto voti. Nel 1997 e nel 1998, l’Italia presentò la risoluzione alla Commissione Onu per i Diritti Umani che l’ha approvata a stragrande maggioranza. Nel 1999, l’Italia ha deciso di consegnare il testimone all’Unione Europea, nella speranza di dare così maggior forza alla battaglia internazionale per la moratoria. Il 23 maggio 2006, il Presidente del Consiglio Romano Prodi ha detto: “Ritengo opportuno riprendere l’iniziativa italiana riguardo la moratoria della pena di morte che è uno dei punti fermi della nostra cultura e della nostra civiltà”. L’annuncio è stato fato nel corso della suo discorso alla Camera dei Deputati sulla fiducia al nuovo Governo ed in replica alla richiesta avanzata il giorno prima da Sergio D’Elia, deputato della Rosa nel Pugno e Segretario di Nessuno tocchi Caino. Anche il Ministro degli Esteri Massimo D’Alema ha confermato l’impegno italiano per l’abolizione della pena di morte nel mondo nel corso dell’illustrazione, il 14 giugno 2006, delle linee guida della politica estera di fronte alle Commissioni esteri e difesa riunte.
Il 18 dicembre 2007 l’Italia ha cosponsorizzato e votato in favore della risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.