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La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la...

La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari

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La Costituzione, approvata nel 1948, ha abolito la pena di morte per i crimini ordinari. La pena di morte è stata abolita dai Codici Militari con legge ordinaria nell’ottobre 1994.
L’ultima esecuzione avvenne il 4 marzo 1947, a Torino: tre uomini di Villarbasse, Giovanni D’Ignoti, Giovanni Puleo e Francesco La Barbero, vennero fucilati fuori dalla città. I tre erano stati condannati a morte dalla Corte d’Assise di Torino il 5 luglio del 1946 (ultima sentenza capitale emessa in Italia) per aver bastonato a morte dieci persone e gettato i loro corpi in un pozzo nel corso di una rapina nella fattoria dove abitavano, che fruttò loro 45 mila lire ciascuno.
Seppure abolita nei Codici Penale e Militare, il richiamo alla pena di morte è ancora presente nella Costituzione per i reati previsti dal Codice Militare. Una legge che cancelli anche questo richiamo è all’esame del Parlamento.
La legge italiana è una delle più rigorose in materia di estradizione. Nessuno può essere estradato verso paesi che applicano la pena di morte a meno che il paese richiedente non fornisca garanzie che devono essere non sufficienti, ma “assolute” che nel caso in questione la pena di morte non verrà utilizzata.
L’Italia è stata la prima, nel 1994, a portare all’attenzione dell’Assemblea Generale dell’Onu la proposta di una moratoria universale delle esecuzioni capitali. La risoluzione fu battuta per soli otto voti. Nel 1997 e nel 1998, l’Italia presentò la risoluzione alla Commissione Onu per i Diritti Umani che l’ha approvata a stragrande maggioranza. Nel 1999, l’Italia ha deciso di consegnare il testimone all’Unione Europea, nella speranza di dare così maggior forza alla battaglia internazionale per la moratoria.
L’Italia ha cosponsorizzato e votato a favore della risoluzione per l’abolizione della pena di morte approvata dalla Commissione Onu per i Diritti Umani il 21 aprile 2004.