La Costituzione al capitolo 3, sezione 12, relativa...
La Costituzione al capitolo 3, sezione 12, relativa alla protezione del diritto alla vita, dichiara: "Nessuno sarà privato della vita intenzionalmente salvo che a seguito di sentenza emessa da una corte relativa a un reato penale per il quale si sia
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La Costituzione, al capitolo 3, sezione 12 relativa alla protezione del diritto alla vita, dichiara: “Nessuno sarà privato della vita intenzionalmente salvo che a seguito di sentenza emessa da una corte relativa a un reato penale per il quale si sia stati ritenuti colpevoli”.
Nel 1980, quando è stata proclamata l’indipendenza dalla Gran Bretagna, i reati che prevedevano la pena di morte erano nove, ma nel corso degli anni sono stati ridotti a tre: l’omicidio, il tradimento e l’ammutinamento.
In base ai dati del Zimbabwe Prisons Service, delle 244 persone condannate a morte dall’Alta Corte del paese tra il 1980 e il 2001, 76 sono state giustiziate. Le altre hanno visto le loro sentenze commutate in pene detentivo o annullate dalla Corte Suprema.
Le esecuzioni sono state sospese per parecchi anni per la mancanza di un boia e riprese nell’ottobre del 2001 quando un candidato coperto dall’anonimato è stato designato.
Nel dicembre 2002, lo Zimbabwe è stato sospeso dal Commonwealth per 12 mesi perché il Presidente Robert Mugabe, al potere sin dai giorni dell’indipendenza, non aveva consentito libere e giuste elezioni nel suo paese. Alle presidenziali del marzo 2002, Mugabe era uscito vincitore contro Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione del paese, il quale alcune settimane prima delle elezioni era stato accusato di tradimento e arrestato.
Il Commonwealth aveva appena deciso di rinnovare le sanzioni nei suoi confronti quando il 7 dicembre 2003 Mugabe ha proclamato il ritiro dello Zimbabwe dalla organizzazione delle ex colonie britanniche.
Il 15 ottobre del 2004, l’Alta Corte dello Zimbabwe ha prosciolto Tsvangirai dall’accusa di aver tentato di assassinare il Presidente Mugabe.
Nel 2003, sono state effettuate 4 esecuzioni. Nel 2004 e nel 2005 non sono state registrate esecuzioni in Zimbabwe.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 lo Zimbabwe ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
Nel 1980, quando è stata proclamata l’indipendenza dalla Gran Bretagna, i reati che prevedevano la pena di morte erano nove, ma nel corso degli anni sono stati ridotti a tre: l’omicidio, il tradimento e l’ammutinamento.
In base ai dati del Zimbabwe Prisons Service, delle 244 persone condannate a morte dall’Alta Corte del paese tra il 1980 e il 2001, 76 sono state giustiziate. Le altre hanno visto le loro sentenze commutate in pene detentivo o annullate dalla Corte Suprema.
Le esecuzioni sono state sospese per parecchi anni per la mancanza di un boia e riprese nell’ottobre del 2001 quando un candidato coperto dall’anonimato è stato designato.
Nel dicembre 2002, lo Zimbabwe è stato sospeso dal Commonwealth per 12 mesi perché il Presidente Robert Mugabe, al potere sin dai giorni dell’indipendenza, non aveva consentito libere e giuste elezioni nel suo paese. Alle presidenziali del marzo 2002, Mugabe era uscito vincitore contro Morgan Tsvangirai, leader dell’opposizione del paese, il quale alcune settimane prima delle elezioni era stato accusato di tradimento e arrestato.
Il Commonwealth aveva appena deciso di rinnovare le sanzioni nei suoi confronti quando il 7 dicembre 2003 Mugabe ha proclamato il ritiro dello Zimbabwe dalla organizzazione delle ex colonie britanniche.
Il 15 ottobre del 2004, l’Alta Corte dello Zimbabwe ha prosciolto Tsvangirai dall’accusa di aver tentato di assassinare il Presidente Mugabe.
Nel 2003, sono state effettuate 4 esecuzioni. Nel 2004 e nel 2005 non sono state registrate esecuzioni in Zimbabwe.
Il 18 dicembre 2008 e il 21 dicembre 2010 lo Zimbabwe ha votato contro la risoluzione per una moratoria delle esecuzioni capitali all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.
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