Nessuno tocchi Caino
CANADA

La Corte Suprema si è pronunciata sul caso di Atif...

La Corte Suprema si è pronunciata sul caso di Atif Rafay e Glen Sebastian Burns, due ragazzi che uccisero a colpi di mazze da baseball i genitori e la sorella di Atif nello Stato di Washington (nord ovest degli Stati Uniti)

2 MIN DI LETTURA
La Corte Suprema si � pronunciata sul caso di Atif Rafay e Glen Sebastian Burns, due ragazzi che uccisero a colpi di mazze da baseball i genitori e la sorella di Atif nello Stato di Washington (nord ovest degli Stati Uniti). Fuggiti in Canada, i due giovani, cittadini canadesi della Columbia Britannica, furono arrestati a Vancouver nel 1995 poco dopo la strage, avvenuta nel 1994. I due confessarono di avere sterminato la famiglia Rafay, che risiedeva vicino a Seattle, per incassare i 400.000 dollari, oltre 800 milioni di lire, della polizza d'assicurazione. Gli Stati Uniti avevano chiesto l'estradizione. Il Canada, che per anni � stato l'unico paese occidentale a restituire regolarmente agli Stati Uniti e ad altri paesi i sospetti senza chiedere delle garanzie contro l'esecuzione, aveva inizialmente accettato di estradare i due negli Usa. Il caso poi � finito davanti alla Corte Suprema che ha rigettato la richiesta di estradizione. In questo modo si � posta fine alla politica del governo canadese di concedere sempre l'estradizione senza le garanzie circa la non applicazione della pena di morte, da chiedere solo in casi eccezionali. La corte ha infatti stabilito che tali garanzie vanno chieste sempre, salvo in casi eccezionali. L'Italia ha dato un contributo alla svolta della politica canadese in materia di estradizione, quando nel 1999, su iniziativa di Nessuno tocchi Caino, una delegazione del Senato italiano, guidata dal Senatore Rino Cirami ha partecipato all'udienza presso la Corte suprema canadese che dibatteva il caso di Sebastian Burns e Atif Rafay, in predicato di essere estradati negli Stati Uniti senza che fossero state richieste garanzie contro la pena di morte. Il senato italiano ha rappresentato davanti alla corte la politica italiana sull'estradizione in casi capitali, citando ad esempio il caso di Pietro Venezia che l'Italia si � rifiutata di estradare in Florida in quanto stato mantenitore della pena capitale. Sulla decisione della Corte Suprema, Sergio d'Elia Segretario di Nessuno tocchi Caino ha dichiarato: "Non � stato stabilito un rifiuto assoluto delle estradizioni in casi capitali, come ha fatto la Corte costituzionale italiana nel caso di Pietro Venezia, eppure, la decisione della corte suprema canadese � importante per due motivi. Il primo, giuridico, perch� la corte ha stabilito che le garanzie relative alla non applicazione della pena di morte vanno chieste sempre, salvo in casi eccezionali. Il secondo, politico: perch� per la prima volta il Canada ha detto 'no' agli Stati Uniti e alla sua pratica della pena di morte, in questo dando particolare rilievo al fatto che il Canada � un paese che ha deciso di ripudiare senza riserve la pena di morte ed al fatto che la Comunit� internazionale la sta progressivamente abbandonando".
FONTI
  • (Fonti: Ansa, 15/02/2001, Nessuno tocchi Caino)