La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder...
La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder Kumar dall'accusa di omicidio, ma ha confermato la condanna a morte per suo fratello, Kooky Sharma, per l'assassino della moglie
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La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder Kumar dall'accusa di omicidio, ma ha confermato la condanna a morte per suo fratello, Kooky Sharma, per l'assassino della moglie.
Sharma e Kumar, due uomini d'affari indiani, hanno affrontato il loro ultimo appello contro la condanna a morte emessa nel 2000 dall'Alta Corte di Kampala. L'ultima speranza per Kooky, ora, � la grazia da parte del Presidente. Una giuria di cinque giudici, presieduti dal Giudice Capo Benjamin Odoki, ha emesso un verdetto unanime, letto dal giudice John Wilson Tsekooko.
Kooky e Kumar erano stati incriminati per l'omicidio della moglie di Kooky, Renu Joshi, uccisa con delle scosse elettriche, alla vigilia di natale, nel 1997, nella loro casa a Old Kampala. La coppia aveva due figli. Kooky � stato condotto in aula ammanettato insieme ad un altro detenuto, anche lui al suo ultimo appello contro una condanna a morte per furto aggravato. Kumar, invece, � entrato libero ma sotto stretta sorveglianza. Alla lettura del verdetto � scoppiato in lacrime. I giudici hanno detto che la condanna si basava su prove circostanziate.
"Non � compito dell'accusato presentare anticipatamente un alibi in propria difesa. L'onere della prova spetta all'accusa che, in questo caso, ha fallito nel suo compito," hanno detto i giudici. Il procuratore ha fallito nel dimostrare che Kumar fosse in casa di Kooky al momento del delitto, hanno aggiunto.
Sharma e Kumar, due uomini d'affari indiani, hanno affrontato il loro ultimo appello contro la condanna a morte emessa nel 2000 dall'Alta Corte di Kampala. L'ultima speranza per Kooky, ora, � la grazia da parte del Presidente. Una giuria di cinque giudici, presieduti dal Giudice Capo Benjamin Odoki, ha emesso un verdetto unanime, letto dal giudice John Wilson Tsekooko.
Kooky e Kumar erano stati incriminati per l'omicidio della moglie di Kooky, Renu Joshi, uccisa con delle scosse elettriche, alla vigilia di natale, nel 1997, nella loro casa a Old Kampala. La coppia aveva due figli. Kooky � stato condotto in aula ammanettato insieme ad un altro detenuto, anche lui al suo ultimo appello contro una condanna a morte per furto aggravato. Kumar, invece, � entrato libero ma sotto stretta sorveglianza. Alla lettura del verdetto � scoppiato in lacrime. I giudici hanno detto che la condanna si basava su prove circostanziate.
"Non � compito dell'accusato presentare anticipatamente un alibi in propria difesa. L'onere della prova spetta all'accusa che, in questo caso, ha fallito nel suo compito," hanno detto i giudici. Il procuratore ha fallito nel dimostrare che Kumar fosse in casa di Kooky al momento del delitto, hanno aggiunto.
— FONTI
- (Fonti: New Vision, Africa News Service, 16/04/2002)
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