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UGANDA·PENA DI MORTE·15 APRILE 2002·1 MIN DI LETTURA

La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder...

La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder Kumar dall'accusa di omicidio, ma ha confermato la condanna a morte per suo fratello, Kooky Sharma, per l'assassino della moglie

La Corte Suprema dell'Uganda ha prosciolto Davinder Kumar dall'accusa di omicidio, ma ha confermato la condanna a morte per suo fratello, Kooky Sharma, per l'assassino della moglie.
Sharma e Kumar, due uomini d'affari indiani, hanno affrontato il loro ultimo appello contro la condanna a morte emessa nel 2000 dall'Alta Corte di Kampala. L'ultima speranza per Kooky, ora, è la grazia da parte del Presidente. Una giuria di cinque giudici, presieduti dal Giudice Capo Benjamin Odoki, ha emesso un verdetto unanime, letto dal giudice John Wilson Tsekooko.
Kooky e Kumar erano stati incriminati per l'omicidio della moglie di Kooky, Renu Joshi, uccisa con delle scosse elettriche, alla vigilia di natale, nel 1997, nella loro casa a Old Kampala. La coppia aveva due figli. Kooky è stato condotto in aula ammanettato insieme ad un altro detenuto, anche lui al suo ultimo appello contro una condanna a morte per furto aggravato. Kumar, invece, è entrato libero ma sotto stretta sorveglianza. Alla lettura del verdetto è scoppiato in lacrime. I giudici hanno detto che la condanna si basava su prove circostanziate.
"Non è compito dell'accusato presentare anticipatamente un alibi in propria difesa. L'onere della prova spetta all'accusa che, in questo caso, ha fallito nel suo compito," hanno detto i giudici. Il procuratore ha fallito nel dimostrare che Kumar fosse in casa di Kooky al momento del delitto, hanno aggiunto.
FONTI
  • (Fonti: New Vision, Africa News Service, 16/04/2002)