la Corte Suprema del Giappone ha confermato il verdetto
la Corte Suprema del Giappone ha confermato il verdetto
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la Corte Suprema del Giappone ha confermato il verdetto emesso da un tribunale di grado inferiore con cui si condannava a morte Haruno Sakamoto, una donna di 77 anni, giudicata colpevole di aver ucciso suo marito e un'altra donna per intascare i soldi dell'assicurazione. E’ la prima volta dal 1966 che la Corte Suprema conferma una condanna a morte per un imputato che ha più di 70 anni. Secondo il verdetto, Sakamoto ha cospirato con sua sorella e con suo cognato per soffocare suo marito, 54 anni, a casa sua a Muroto, Prefettura di Kochi, nel gennaio 1987, intascando circa 50 milioni di yen dell'assicurazione sulla vita.
Nell'agosto 1992, la donna ha ucciso una donna di 60 anni, in combutta con un ex agente assicurativo, per intascare i soldi dell'assicurazione.
Nell'agosto 1992, la donna ha ucciso una donna di 60 anni, in combutta con un ex agente assicurativo, per intascare i soldi dell'assicurazione.
— FONTI
- (Fonti: Kyodo News, 20/11/2004)
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