la Corte Suprema del Bangladesh ha disposto una sospensione dell'esecuzione...
la Corte Suprema del Bangladesh ha disposto una sospensione dell'esecuzione...
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la Corte Suprema del Bangladesh ha disposto una sospensione dell'esecuzione di sette militanti islamici condannati a morte perché coinvolti in alcuni attentati omicidi che hanno ucciso almeno trenta persone nel 2005, ha riferito Fazlul Karim, segretario della Corte Suprema.
Gli imputati sono Shayek Abdur Rahman e Siddikul Islam Bangla Bhai, capi di due gruppi islamici fuorilegge finalizzati alla introduzione della legge islamica (sharia) in Bangladesh, una democrazia principalmente islamica. I due, che sono stati a capo delle organizzazioni Jamaat-ul Mujahideen e Jagrata Muslim Janata Bangladesh, il 29 settembre hanno chiesto clemenza.
La loro petizione verrà presa in esame il 15 ottobre, e fino a quella data l'esecuzione non avrà luogo. Un tribunale ha condannato a morte i sette militanti per aver ucciso due giudici nella città di Jhalakathi nel novembre del 2005. Le loro automobili sono state fatte esplodere, non appena è stato reso noto il loro incarico di giudici nel processo.
Gli stessi militanti, tra l'agosto e il dicembre del 2005, in diversi attentati esplosivi, avrebbero ucciso almeno trenta persone e ne avrebbero ferite centocinquanta. Tra le vittime ci sarebbero avvocati, giudici, poliziotti e giornalisti. Sei degli imputati sono attualmente in carcere, uno invece è latitante ed è stato condannato in contumacia, ha riferito la polizia.
Gli imputati sono Shayek Abdur Rahman e Siddikul Islam Bangla Bhai, capi di due gruppi islamici fuorilegge finalizzati alla introduzione della legge islamica (sharia) in Bangladesh, una democrazia principalmente islamica. I due, che sono stati a capo delle organizzazioni Jamaat-ul Mujahideen e Jagrata Muslim Janata Bangladesh, il 29 settembre hanno chiesto clemenza.
La loro petizione verrà presa in esame il 15 ottobre, e fino a quella data l'esecuzione non avrà luogo. Un tribunale ha condannato a morte i sette militanti per aver ucciso due giudici nella città di Jhalakathi nel novembre del 2005. Le loro automobili sono state fatte esplodere, non appena è stato reso noto il loro incarico di giudici nel processo.
Gli stessi militanti, tra l'agosto e il dicembre del 2005, in diversi attentati esplosivi, avrebbero ucciso almeno trenta persone e ne avrebbero ferite centocinquanta. Tra le vittime ci sarebbero avvocati, giudici, poliziotti e giornalisti. Sei degli imputati sono attualmente in carcere, uno invece è latitante ed è stato condannato in contumacia, ha riferito la polizia.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 01/10/2006)
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