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MALESIA

la Corte d’Appello della Malesia ha confermato la condanna a morte...

la Corte d’Appello della Malesia ha confermato la condanna a morte...

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la Corte d’Appello della Malesia ha confermato la condanna a morte del dipendente di un’impresa che produce plastica, riconosciuto colpevole dall’Alta Corte di aver sparato con un’arma da fuoco nel corso di una rapina avvenuta sei anni fa. I giudici della Corte d’Appello Gopal Sri Ram, Mohd Ghazali Mohd Yusoff e Hasan Lah all’unanimità hanno respinto l’appello del 59enne Lau Soo Song, riconosciuto colpevole in base alla Sezione 3 della Legge sulle armi da fuoco del 1971.
“C’era la prova relativa all’identità e alla rapina. I fatti dimostrano che è stato aperto il fuoco”, ha detto il giudice Sri Ram.
“Siamo compiaciuti che la tesi dell’accusa sia stata confermata”, ha detto il giudice, ricordando che la sentenza dell’Alta Corte di Penang è stata emessa il 10 dicembre 2003.
Il giudice Sri Ram ha aggiunto che motivazioni scritte saranno consegnate prossimamente. Il 27 ottobre 2001, Lau è stato accusato di aver sparato a Ooi Hua Siew mentre la stava rapinando in casa sua, presso Kepala Batas, Seberang Prai, il 3 marzo dello stesso anno verso le 8.30.
All’inizio, l’avvocato di Lau, Gooi Soon Seng, ha chiesto che l’accusa contro il suo cliente di aver sparato fosse modificata in possesso illegale di arma da fuoco, dicendo che non c’era la prova che lui avesse fatto fuoco durante la rapina poiché non è stato trovato dalla polizia nessun bossolo. Tuttavia, il vice Pubblico Ministero Nurulhuda Nuraini Mohd Nor ha detto che l’accusa è stata formulata non solo perché la vittima ha riconosciuto Lau ma anche perché ha detto che lui le stringeva il braccio con una mano mentre con l’altra teneva la pistola, per poi sparare.
FONTI
  • (Fonti: The Star, 20/11/2007)