La Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite...
La Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha esortato il Vietnam Comunista a ridurre il numero di reati per i quali è prevista pena di morte, a porre fine alla detenzione arbitraria e ad abolire le restrizioni alla libertà di espressione
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La Commissione per i Diritti Umani delle Nazioni Unite ha esortato il Vietnam Comunista a ridurre il numero di reati per i quali � prevista pena di morte, a porre fine alla detenzione arbitraria e ad abolire le restrizioni alla libert� di espressione.
Al termine di una rassegna di tre settimane degli Stati firmatari dei trattati sui diritti sociali e politici, la Commissione di Ginevra ha dichiarato che il Vietnam ha mitigato alcune delle restrizioni che in passato avevano sollevato "serie questioni di gravi violazioni di diritti".
Cionondimeno, l'organismo delle Nazioni Unite ha affermato di avere una serie di preoccupazioni, compresa la questione se la costituzione vietnamita, con il suo potere di monopolio per il Partito Comunista, sia perfino compatibile con i patti del 1976 sui diritti politici, economici, sociali e culturali che il Vietnam ha firmato.
I trattati garantiscono le libert� di espressione e di religione e bandiscono gli abusi come l'arresto arbitrario.
Su questioni specifiche, la commissione ha detto di essere allarmata per il numero di reati che potrebbero comportare la pena di morte e per l'uso continuato della detenzione amministrativa, sotto la quale la polizia pu� trattenere fino a due anni senza processo coloro che sono stati sospettati di aver violato le leggi sulla sicurezza nazionale.
Essa ha esortato il governo vietnamita a rafforzare il sistema giudiziario, garantirne l'indipendenza e porre fine "a restrizioni dirette ed indirette della libert� di espressione ".
Alcuni gruppi vietnamiti per i diritti hanno accolto favorevolmente le conclusioni della Commissione, affermando che, sebbene siano state espresse secondo il linguaggio diplomatico, esse hanno mandato un forte messaggio ad Hanoi.
"Il loro obiettivo � di mantenere un dialogo (con il Vietnam), quindi � diplomatico," ha dichiarato Penelope Faulkner, vice presidente della Commissione per i Diritti Umani del Vietnam di Parigi.
"Ma � una forte condanna del Vietnam," ha detto alla Reuters.
Tuttavia, ella ha aggiunto che la commissione avrebbe dovuto parlare pi� apertamente sulla libert� di religione perch� quasi tutti i monaci alla guida della bandita Unified Buddhist Church - religione dominante in Vietnam - sono agli arresti domiciliari.
La commissione ha chiesto al Vietnam, che � tenuto secondo i patti a fornire regolari rapporti, di informarla sul numero di persone appartenenti alle comunit� religiose.
Al termine di una rassegna di tre settimane degli Stati firmatari dei trattati sui diritti sociali e politici, la Commissione di Ginevra ha dichiarato che il Vietnam ha mitigato alcune delle restrizioni che in passato avevano sollevato "serie questioni di gravi violazioni di diritti".
Cionondimeno, l'organismo delle Nazioni Unite ha affermato di avere una serie di preoccupazioni, compresa la questione se la costituzione vietnamita, con il suo potere di monopolio per il Partito Comunista, sia perfino compatibile con i patti del 1976 sui diritti politici, economici, sociali e culturali che il Vietnam ha firmato.
I trattati garantiscono le libert� di espressione e di religione e bandiscono gli abusi come l'arresto arbitrario.
Su questioni specifiche, la commissione ha detto di essere allarmata per il numero di reati che potrebbero comportare la pena di morte e per l'uso continuato della detenzione amministrativa, sotto la quale la polizia pu� trattenere fino a due anni senza processo coloro che sono stati sospettati di aver violato le leggi sulla sicurezza nazionale.
Essa ha esortato il governo vietnamita a rafforzare il sistema giudiziario, garantirne l'indipendenza e porre fine "a restrizioni dirette ed indirette della libert� di espressione ".
Alcuni gruppi vietnamiti per i diritti hanno accolto favorevolmente le conclusioni della Commissione, affermando che, sebbene siano state espresse secondo il linguaggio diplomatico, esse hanno mandato un forte messaggio ad Hanoi.
"Il loro obiettivo � di mantenere un dialogo (con il Vietnam), quindi � diplomatico," ha dichiarato Penelope Faulkner, vice presidente della Commissione per i Diritti Umani del Vietnam di Parigi.
"Ma � una forte condanna del Vietnam," ha detto alla Reuters.
Tuttavia, ella ha aggiunto che la commissione avrebbe dovuto parlare pi� apertamente sulla libert� di religione perch� quasi tutti i monaci alla guida della bandita Unified Buddhist Church - religione dominante in Vietnam - sono agli arresti domiciliari.
La commissione ha chiesto al Vietnam, che � tenuto secondo i patti a fornire regolari rapporti, di informarla sul numero di persone appartenenti alle comunit� religiose.
— FONTI
- (Fonti: Reuters, 26/07/2002)
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