La Cina sta usando la guerra mondiale contro il terrorismo...
La Cina sta usando la guerra mondiale contro il terrorismo per giustificare la repressione della comunità Uighur, sottoposta a tortura ed esecuzioni nel momento in cui i suoi membri ritornano dai Paesi confinanti, ha detto Amnesty International
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La Cina sta usando la guerra mondiale contro il terrorismo per giustificare la repressione della comunità Uighur, sottoposta a tortura ed esecuzioni nel momento in cui i suoi membri ritornano dai Paesi confinanti, ha detto Amnesty International.
"La Cina sta facendo passare la repressione degli Uighur come lotta contro il terrorismo", ha detto Amnesty International in un nuovo rapporto.
"Dagli attacchi dell'11 settembre contro gli USA, il governo cinese sta usando la lotta al terrorismo come pretesto per aumentare il pugno di ferro contro tutte le forme di dissenso politico o religioso nella regione.
"Oltre a sempre più forti restrizioni sui diritti religiosi, culturali e sociali, i sospetti separatisti, terroristi o estremisti religiosi da anni rischiano il carcere o l'esecuzione al termine di processi iniqui, oltre alla tortura e a detenzioni a lungo termine senza accuse o processi o possibilità di avere una difesa o un contatto con i famigliari", si legge nel rapporto. Molti Uighur sono scappati in Paesi confinanti come il Kirghizistan, il Nepal e il Pakistan, "Ma anche così non sono al sicuro, perché il governo cinese esercita pressioni su quei Paesi per costringerli a rimpatriare questi profughi. Una volta tornati in Cina, essi vanno incontro a gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, processi iniqui e perfino l'esecuzione", ha detto Amnesty, che ha citato il caso recente di un uomo, Shaheer Ali, che è stato giustiziato in Cina dopo essere rimpatriato dal Nepal nonostante fosse stato riconosciuto come rifugiato dall'Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati in Nepal.
"La Cina sta facendo passare la repressione degli Uighur come lotta contro il terrorismo", ha detto Amnesty International in un nuovo rapporto.
"Dagli attacchi dell'11 settembre contro gli USA, il governo cinese sta usando la lotta al terrorismo come pretesto per aumentare il pugno di ferro contro tutte le forme di dissenso politico o religioso nella regione.
"Oltre a sempre più forti restrizioni sui diritti religiosi, culturali e sociali, i sospetti separatisti, terroristi o estremisti religiosi da anni rischiano il carcere o l'esecuzione al termine di processi iniqui, oltre alla tortura e a detenzioni a lungo termine senza accuse o processi o possibilità di avere una difesa o un contatto con i famigliari", si legge nel rapporto. Molti Uighur sono scappati in Paesi confinanti come il Kirghizistan, il Nepal e il Pakistan, "Ma anche così non sono al sicuro, perché il governo cinese esercita pressioni su quei Paesi per costringerli a rimpatriare questi profughi. Una volta tornati in Cina, essi vanno incontro a gravi violazioni dei diritti umani, tra cui la tortura, processi iniqui e perfino l'esecuzione", ha detto Amnesty, che ha citato il caso recente di un uomo, Shaheer Ali, che è stato giustiziato in Cina dopo essere rimpatriato dal Nepal nonostante fosse stato riconosciuto come rifugiato dall'Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati in Nepal.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 07/07/2004)
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