la Cina potrebbe decidere a breve di ridurre il numero dei crimini capitali
la Cina potrebbe decidere a breve di ridurre il numero dei crimini capitali, ha riferito un organo di informazione statale
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la Cina potrebbe decidere a breve di ridurre il numero dei crimini capitali, ha riferito un organo di informazione statale, nel tentativo, hanno detto gli osservatori, di diminuire le preoccupazioni dell’Europa sull’uso della pena di morte nel paese. "Attraverso future emendamenti al codice penale, i legislatori potrebbero togliere la possibilità di pronunciare la pena di morte per una serie di reati” ha detto il Vice Ministro della Giustizia Zhang Jun secondo quanto riferito dal quotidiano “Nanfang Daily”.
Le affermazioni di Zhang sono state rese pubbliche dopo che per giorni nei media cinesi si è ampiamente dibattuto dei meriti della pena di morte applicabile in Cina per un’ampia serie di reati, anche non violenti.
"Non è escluso che lo si faccia per assecondare le richieste dell’Unione europea in un momento in cui sta considerando di togliere il blocco sulla vendita di armi alla Cina” ha detto Nicolas Becquelin, direttore del centro di ricerca Diritti Umani in Cina con sede ad Hong Kong.
"Fintanto che la legge riconosce che anche i criminali sono esseri umani, essi hanno il diritto di vivere e né lo Stato, né la legge può togliergli questo diritto," ha detto Qiu Xinglong, un importante oppositore alla pena di morte e professore all’Università di Xiangtan nella provincia centrale dello Hunan, secondo quanto riferito in un rapporto pubblicato sul sito web del quotidiano “People's Daily”.
Le affermazioni di Zhang sono state rese pubbliche dopo che per giorni nei media cinesi si è ampiamente dibattuto dei meriti della pena di morte applicabile in Cina per un’ampia serie di reati, anche non violenti.
"Non è escluso che lo si faccia per assecondare le richieste dell’Unione europea in un momento in cui sta considerando di togliere il blocco sulla vendita di armi alla Cina” ha detto Nicolas Becquelin, direttore del centro di ricerca Diritti Umani in Cina con sede ad Hong Kong.
"Fintanto che la legge riconosce che anche i criminali sono esseri umani, essi hanno il diritto di vivere e né lo Stato, né la legge può togliergli questo diritto," ha detto Qiu Xinglong, un importante oppositore alla pena di morte e professore all’Università di Xiangtan nella provincia centrale dello Hunan, secondo quanto riferito in un rapporto pubblicato sul sito web del quotidiano “People's Daily”.
— FONTI
- (Fonti: Agence France Presse, 28/01/2005)
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