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TAGIKISTAN

L'8 luglio 2004, la Camera Alta del Parlamento del...

L'8 luglio 2004, la Camera Alta del Parlamento del Tagikistan ha approvato la legge che introduce una moratoria sulle esecuzioni e sostituisce le condanne a morte con una pena detentiva di 25 anni

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L'8 luglio 2004, la Camera Alta del Parlamento del Tagikistan ha approvato la legge che introduce una moratoria sulle esecuzioni e sostituisce le condanne a morte con una pena detentiva di 25 anni. La legge è retroattiva a partire dal 30 aprile 2004 e non pone un termine alla durata della moratoria.
Il disegno di legge era stato presentato in Parlamento il 7 maggio 2004 dallo stesso presidente Imomali Rahmonov, e la misura era stata approvata il 2 giugno dalla Camera Bassa dell'Assemblea Nazionale.
Il 30 giugno del 2003, sempre su proposta del Presidente Rahmonov, il Parlamento aveva emendato il codice penale abolendo la pena di morte per le donne e i minori di 18 anni, e riducendo anche il numero di reati capitali da 15 a 5, ossia: omicidio premeditato e aggravato, stupro con circostanze aggravanti, atti terroristici, genocidio e reati compiuti con armi chimiche, nucleari o biologiche. Prima dell'adozione del nuovo Codice Penale del 1998, che li aveva ridotti a 15, gli articoli che riguardavano la pena di morte erano 44.
In piena continuità con la tradizione sovietica, la pena di morte è considerata un segreto di stato, per cui è stato impossibile determinare la reale portata del problema in Tagikistan dove esecuzioni segrete sono avvenute ogni anno spesso a seguito di processi iniqui e con i condannati che denunciavano di aver subito torture. Venivano fornite così poche notizie che spesso i familiari dei detenuti non sapevano se i loro cari erano vivi o morti.
Secondo i dati resi noti dalla Corte Suprema, 25 persone sono state giustiziate in Tagikistan nel 2002. Nel 2003, almeno 34 persone sono state condannate a morte. Di 2 esecuzioni si è avuta notizia tramite i giornali, ma il numero è stato sicuramente più alto.