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L'11 novembre, l'ex direttore generale della polizia, V

L'11 novembre, l'ex direttore generale della polizia, V

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L'11 novembre, l'ex direttore generale della polizia, V. R. Lakshminarayanan, Tamil Nadu e K. G. Kannabiran, presidente nazionale del PUCL, hanno detto che né la pena di morte è servita come deterrente per ridurre gli omicidi nel paese, né essa è consona con l'immagine di una società civile. Nel corso di una conferenza stampa, sotto gli auspici del "Campaign Against the Death Penalty", un movimento nazionale presieduto dal giudice V. R. Krishna Iyer, hanno chiesto vigorosamente la revisione della Sezione 302 del Codice Penale Indiano per cancellare la parola "morte" e per escludere provvedimenti che sanzionino la pena di morte in altri statuti. Deplorando la "teoria della pena retributiva" che presuppone la pena di morte, l'ex direttore generale della Polizia ha citato il Mahatma Gandhi, che ha detto "occhio per occhio rende il mondo cieco". Questo tipo di pena non è mai servito a migliorare o riabilitare il criminale, ha detto. Nel chiedere di rinnovare il dibattito per "fermare questa tendenza" a una maggiore frequenza di condanne a morte, Kannabiran ha detto che la deterrenza e la retribuzione sono entrambe "antidemocratiche". Sottolineando che la condanna contro l'accusato rimane anche quando la sentenza è modificata, ha poi detto che, nel lungo termine, gli squilibri politici e sociali dovranno essere corretti con altri mezzi "piuttosto che con una struttura legale repressiva".Il movimento "Campaign Against the Death Penalty" è anche intervenuto a favore di un altro condannato, L. Govindasamy, detenuto nella prigione centrale di Coimbatore, che avrebbe dovuto essere giustiziato il 9 novembre, come hanno ricordato Lakshminarayanan e Kannabiran. Govindaswamy, abitante nel villaggio di Veerapalayam, nel Tamil Nadu, dovrebbe essere impiccato nella prigione di Coimbatore, per aver ucciso con un'arma da taglio 5 suoi parenti per una discussione su un terreno. Poiché la Corte Suprema ha confermato la sua condanna a morte e il Presidente ha respinto la sua domanda di grazia, Govindaswamy dovrà morire da solo. Nessun partito, nessun leader politico chiederà clemenza per lui.