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La Costituzione è stata sospesa nel 1973, e la pena...

La Costituzione è stata sospesa nel 1973, e la pena di morte non vi era menzionata

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La Costituzione è stata sospesa nel 1973, e la pena di morte non vi era menzionata. Il codice penale del 1938, emendato nel 1975, prevede la condanna a morte obbligatoria per il reato di omicidio senza attenuanti. La pena di morte è facoltativa per il reato di tradimento. Le condanne a morte vengono inviate automaticamente alla Corte di Appello. Se la condanna viene confermata, è previsto l'appello al Re per la grazia. Il Re consulta un'apposita commissione (composta dal Ministro della Giustizia, altri due ministri, e il Procuratore Generale). Se la grazia viene rifiutata, l'esecuzione avrà luogo dopo che il re avrà firmato il mandato. L'ultima esecuzione è del 1982. Venne impiccata Phillipa Mdluli, una importante donna d'affari, condannata per aver ucciso la figlia di una sua impiegata e averne mutilato il corpo in base a una credenza mistica che attribuiva poteri magici alla carne umana. Nel marzo 1998 un allevatore di bovini, Daniel Mbhundlana Dlamini, fu condannato all'impiccagione per un reato simile: lo squartamento rituale di un bambino di 9 anni. L'esecuzione è stata sospesa perché dopo 18 anni dall'ultima impiccagione l'amministrazione carceraria non ha trovato un nuovo boia. Il Ministro dei Lavoratori Statali e dell'Informazione, Muntu Mswane, ha così commentato l'imprevisto: "Se uno fa il boia nessuno gli si vuole avvicinare, non trova amici. È un lavoro che condanna alla solitudine". Fino ad oggi Mswati III, 31 anni, ha acquisito fama di re incline alla clemenza. Durante le feste nazionali commuta le condanne a morte in condanne a 15 o 20 anni di detenzione.